domenica 6 luglio 2014

i vecchi e i giovani ...

Da più voci ci viene riportato il comune sentire che in Ferrovie della Calabria si stia preparando un’altra operazione “padre-figlio”.
Rispetto a queste voci di corridoio, ci siamo limitati a domandarci e a valutare quale è  attualmente il quadro normativo per il reclutamento del personale nelle aziende a partecipazione pubblica, considerate le variabili intervenute successivamente alla fine del 2006 (anno in cui è avvenuta l’operazione che ha consentito a gennaio 2007 l’assunzione del figlio alle dimissioni volontarie del padre) e il contesto in cui si trova attualmente Ferrovie della Calabria nell’ambito del panorama del trasporto pubblico locale in Italia.

Il risultato lo elenchiamo nei punti di seguito riportati:

1.       Il quadro normativo per il reclutamento di personale nelle aziende a partecipazione pubblica è cambiato rispetto alla fine del 2006 (art. 18 della legge n. 133/2008);
2.       Sono anche cambiati i requisiti per l’accesso alla pensione. dopo gennaio 2012 (la c.d. riforma Fornero) le pensioni sono di due tipi, vecchiaia o anticipata;
2.1.    la generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato può accedere alla pensione di vecchiaia (fino a fine 2015) con 63 anni e 9 mesi di età, oppure a quella anticipata (sempre fino a dicembre 2015) con 42 anni e 6 mesi di contributi ma con penalizzazioni se con meno di 62 anni di età (per le donne vedi Circolare INPS n.35 del 14 marzo 2012);
2.2.    il personale iscritto al soppresso fondo autoferrotranvieri che riveste il profilo professionale di “personale viaggiante” - incluse le qualifiche usuranti che per l'accesso mantengono il requisito minimo di 61 anni e 3 mesi di età anagrafica -  invece mantiene la possibilità di maturare il diritto ad andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età, fermo restante il requisito di “personale viaggiante” al momento di maturazione, altrimenti vengono uniformati alla generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato;
3.       Per portare a buon fine “l’operazione”, è chiaro che si deve avere anche un quadro aziendale certo per quanto riguarda il fabbisogno organico. Questa ipotesi subisce l’influenza di molte variabili:
3.1.    In quale profilo professionale assumere il “figlio/a” rispetto alle esigenze aziendali e di esercizio?;
3.2.    “Fersav”. Ancora non si capisce se vengono mantenuti i servizi, acquisiti previo affidamento per la difficoltà economica della società. Più indiscrezioni riportano che a seguito di procedimenti giuridici in corso si profila l’ipotesi che i servizi possano essere acquisiti da altre società che stanno facendo offerte economiche per cui, si potrebbe ventilare l’ipotesi che, o FdC perde il servizio e i dipendenti acquisiti, o che perda il servizio e mantenga i dipendenti acquisiti. Per la variabile di ambedue le ipotesi, non è possibile al momento stilare un FO del personale di guida;
3.3.    "Ferloc". Sono pendenti d’avanti ai tribunali calabresi, istanze per il reintegro di lavoratori che sono stati costretti a rimanere in Ferloc dopo la scissione con il socio privato e che rivendicano la ricollocazione in FdC in quanto assunti, formati e gestiti da quest’ultima;
3.4.    La stessa società che ha avuto il compito di redigere un piano industriale per Ferrovie della Calabria (pwc-tbridge, accordo di programma tra MIT e Regione Calabria), prevede soppressioni di linee e ridimensionamento delle attività delle due tipologie di esercizio (ferro-gomma), con la gestione di eventuali esuberi (secondo le indicazioni della proprietà e del quadro normativo riferito al finanziamento del trasporto pubblico locale); 
4.       Non viene smentito dagli organi competenti (Regione Calabria) che si andrà a gara per l’affidamento dei servizi ma, anzi, a livello nazionale si sta prevedendo un disegno di legge che penalizzerà le regioni a statuto ordinario che non avranno messo a gara i servizi, ragione per cui, secondo lo schema dei bacini presentato dalla Regione Calabria, FdC si dovrà attrezzare, se il consorzio Cometra non è nelle condizioni di partecipare a tutte le gare, con aggregazioni di società o quant’altro per fronteggiare i competitors (vedi bacini urbani e primo fra tutti quello di Cosenza);
5.       Lo stesso disegno di legge prevede la messa a gara della proprietà, quindi, oltre la liberalizzazione dei servizi  ci sarà sicuramente una privatizzazione delle società partecipate (pubbliche); 
6.       Una eventuale operazione di turn over fra “il padre e il figlio” dovrà essere giustificata a livello economico come un’operazione conveniente nei numeri, ma sarà difficile far capire ai più che a fronte di personale che ha maturato i requisiti pensionistici, che quindi può andare in pensione e non gravare più sui bilanci aziendali, sia conveniente l’assunzione di un giovane per tutta la vita, pur se con livelli economici retributivi più bassi;
7.       Bisogna ancora tenere conto che,  essendo la società Ferrovie della Calabria S.r.l. una partecipata al 100% della Regione Calabria (a differenza del 2006 quando era partecipata al 100% dal MIT), una eventuale operazione di reclutamento del personale di questa natura dovrà necessariamente passare attraverso una discussione in Consiglio Regionale, lasciando all’immaginazione di tutti quali potrebbero essere in Calabria le reazioni dell’opposizione in consiglio e della popolazione calabrese, alle prese con una disoccupazione giovanile che sfiora il 50% della già alta disoccupazione al sud (30%).

In conclusione, ammesso e non concesso che in FdC  ci sia ancora una possibilità di reclutare il personale con la formula “padre-figlio” in conseguenza delle dimissioni del padre, ci troveremmo sicuramente nella condizione che l’operazione possa essere riferita non già a chi ha reale bisogno di un aiuto economico e di sostegno alla famiglia, ma a chi, potendo permettersi di stare più anni senza la pensione (vuoi perché in casa lavorano marito e moglie, vuoi perché si è proprietari di attività imprenditoriali autonome, o vuoi semplicemente perché la situazione patrimoniale glielo permette) non è certamente bisognoso di un sostegno economico per come eticamente e ideologicamente si potrebbe prefiggere come obbiettivo l’operazione in parola.
E se invece, un genitore, preso dalla disperazione, fosse disponibile a rinunciare alla pensione per più anni al fine di “sistemare “ il proprio figlio/a, nella prospettiva consapevole di dovere affrontare un periodo piuttosto lungo di privazioni e miseria, ci troveremmo difronte ad un’operazione di sciacallaggio finalizzata all’esaudire il desiderio dei pochi soliti noti.


Nessun commento:

Posta un commento