martedì 28 gennaio 2014

senza fattura ...

Succede un fatto strano in Ferrovie della Calabria. Succede che qualche solerte sindacalista, pensa che si può, oppure che è più conveniente per il lavoratore, non applicare le leggi.
Non sta nelle prerogative di un sindacato e dei suoi rappresentanti non fare applicare le leggi dello stato, ancorché recepiscono le normative europee, in speciale modo quando queste riguardano aspetti che vanno ad incidere sulla sicurezza dell’esercizio.
Direi piuttosto che, se sono a conoscenza di eventuali violazioni, non denunciandole commettono un illecito e, direi piuttosto, che se è il dipendente che ne viene a conoscenza, non denunciandole è sanzionabile in base alla 148/31.
Sta invece nelle prerogative di un sindacato e dei suoi rappresentanti fare in modo che il suo rispetto vada ad incidere nella giusta proporzione ed equilibrio sui ritmi di lavoro del dipendente, concordando con l’azienda e nel rispetto dei CCNL, là dove è previsto che la legge deve essere coordinata ed armonizzata con i contratti di lavoro di riferimento.
È colpevole un rappresentante del sindacato che non si è avveduto che firmava un accordo dove l’azienda non stabiliva il limite massimo della prestazione lavorativa giornaliera, e se in modo pretestuoso, lacunoso e nebuloso evitava di specificare quali erano i riferimenti normativi in materia di orario di lavoro.
Così come non sta scritto da nessuna parte che nelle residenze periferiche ci deve essere obbligatoriamente il disponibile e in quale misura. Questa è una scelta dell’azienda che non può andare ad incidere sul lavoratore o sui suoi ritmi di lavoro.
È colpevole un rappresentante sindacale se è capace di difendere il lavoratore solo se si viola la legge o se chiude gli occhi e si gira dall'altra parte.
Come dire, se vuoi la fattura mi devi pagare l’IVA.     

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