giovedì 25 ottobre 2012

the end ... l'autobus blu ci chiama. Autista, dove ci porti ...


La nota che Ferrovie della Calabria a firma del Presidente del Cda ha inviato a tutte le segreterie regionali dei sindacati presenti in azienda e ai cinque Prefetti della Calabria nonché all’Assessore ai Trasporti della Regione Calabria, sancisce l’epilogo più brutto che si potesse immaginare di questa odissea, che ha visto l’anno 2010 il suo inizio e l’anno 2012 la sua conclusione più miserabile.
Dal 2013 questa antica e gloriosa società sarà in mano alla politica e ai politicanti della Regione Calabria.  


lunedì 8 ottobre 2012

è inutile nascondersi, tanto si vedono le orecchie …


La stupidità è imprevedibile.
La stupidità è pericolosa perché è imprevedibile. La malvagità può essere terribile, ma - se non è contemporaneamente stupida, cosa che purtroppo accade spesso - tende a comportarsi in modo da nuocere agli altri traendone un vantaggio, o almeno senza farsi del male. Perciò può essere prevedibile. La stupidità no. Fa danno a sé e anche agli altri. Questo è uno dei motivi per cui è molto pericolosa.
Già all’inizio della vertenza che portò poi alla stesura di una raffica di accordi che licenziarono 56 dipendenti di FdC, decurtarono il salario dei lavoratori rimasti, inasprì per il personale viaggiante le regole sulla formulazione dei turni ed introdussero interpretazioni “autentiche” dei CCNL, si assistette al tripudio di stupidità quando in fila indiana i delatori si affacciavano alla segreteria dell’allora delegato ai trasporti della Regione Calabria, per vomitare di odio e rancore, dispensando suggerimenti e verità di sprechi e scialacquamenti crogiolandosi nella loro velenosità al pensiero di generare male.
Quella stupidità, permise ai giornalisti prezzolati di vessare i dipendenti di FdC esponendoli al pubblico ludibrio e autorizzò i fautori del nuovo a tagliare i costi di FdC, giustificando così la loro politica di tagli orizzontali. 
Oggi si palesa l'incapacità e l'ottusità di come è stata affrontata la vertenza e di cosa ha prodotto. 
Ma c’è di più, oggi non ancora soddisfatti, si crogiolano sulle loro passate iniziative liberiste e manageriali, strombazzando ai quattro venti di quanto sono stati bravi ad abbassare lo stipendio ai lavoratori e di come sono stati servizievoli al comando della politica di turno, scodinzolando più del dovuto.
Ma un sospetto sta crescendo pure in loro: vuoi vedere che abbiamo preso la fregatura? Ma chi se ne frega noi rilanciamo, avranno detto, hai visto mai che ci credono pure stavolta?
Ma i tempi cambiano e i somari tardano a diventare cavalli.