sabato 28 luglio 2012

assedio finito? non mi pare ...

Allora, dove eravamo rimasti. Si, ecco, a dopo che alla Camera dei Deputati  è passato il Decreto (ora al Senato) che prevedeva solo per la Calabria l’uso dei fondi FAS già destinati alle opere infrastrutturali calabresi per ripianare i debiti della Regione Calabria nei confronti di Ferrovie della Calabria. Perché, hai voglia che dicono che doveva essere il Ministero a pagare, di fatto invece è proprio la Regione che ha accettato sapendo che non aveva vie di uscita (la Puglia invece sta percorrendo una strada diversa).  
E già, ma come stanno le cose?  vediamo:
eravamo rimasti che FdC aveva una esposizione verso il fondo comune, verso l’inps, verso il tfr dei dipendenti, verso le banche per i crediti e gli interessi ai crediti ottenuti, verso i fornitori, verso le spettanze dei dipendenti e delle trattenute sullo stipendio dei dipendenti (finanziarie, andsai, treno, sindacati ecc..), il tutto per un equivalente di tantissimi mln di euro. Insomma, il debito.
Ora, visto che i 20 mln di euro che arriverebbero dal Ministero sono destinati alla ricapitalizzazione della società e quindi per  liquidità e spese correnti, rimarrebbero gli 8 mln (che erano 12) del Ministero, ma non i 16 mln (che erano 20) della Regione Calabria perché destinati alle infrastrutture.
Quindi i fondi Fas andrebbero a coprire all’incirca tutto il debito che è rimasto almeno sugli 86-90 mln.    
E  infatti, l’emendamento dice proprio che tramite rimodulazione dei fondi Fas, è possibile recuperare fino a 100 mln di euro.
Ma il bello deve ancora venire, perché è chiaro che di fronte ad una rimodulazione dei fondi già destinati ad opere per le quali si sono fatti già studi e progetti e quant’altro, chiunque potrebbe immaginare che più se ne tolgono meno e più meglio è (che bel gioco di parole, pare fatto apposta per non fare capire niente).
Difatti, l’Assessore Fedele nei suoi comunicati parla di recuperare circa 80 mln, mentre addirittura l’On. Adamo, in uno slancio bipartisan, parla di 60-70 mln. Ed è proprio qui che si capisce che potrebbe starci l’inghippo, proprio nelle dichiarazioni che i nostri On. rappresentanti fanno alla stampa. L’On. Fedele parla di massicci sprechi, il che potrebbe fare capire che è già pronto un altro piano per Ferrovie della Calabria tendente a recuperare gli altri mln di che trattasi, anche in una visione che i 16 mln destinati alle infrastrutture di FdC (ma non erano 20?) che la Regione ha sempre sostenuto di averli messi a disposizione accendendo un mutuo, potrebbero d’un tratto sparire e a non trovarsene più traccia.
Meno se ne tolgono ai fondi Fas, meno i territori che erano in aspettativa (giustamente) faranno opposizione.
Insomma, in poche parole, parte del debito lo scivoleranno ai lavoratori di Ferrovie della Calabria, con buona pace da parte dei soloni che hanno inteso fare sindacato per soddisfare le vendette personali.
Ma vi è di più, per quanto riguarda la sentenza della Corte Costituzionale, si torna dunque alla situazione normativa determinatasi un anno fa dopo il referendum. In altri termini, resta in vigore l’articolo 3-bis della legge 148/2011 (introdotto dall’articolo 25 della legge 27/2012), con le disposizioni inerenti la ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali, l’adozione degli strumenti di tutela  occupazionale in caso di gara per l’affidamento di un servizio, la premialità per gli enti locali in caso di dismissioni, nonché le norme inerenti i vincoli per le società in house.
Resta pertanto la previsione secondo cui l’organizzazione dello svolgimento dei servizi pubblici locali deve essere attuato in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei tali da consentire economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio.
La dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali di norma deve essere non inferiore almeno a quella del territorio provinciale.
Le regioni possono individuare specifici bacini territoriali di dimensione diversa da quella provinciale, motivando la scelta in base a criteri di differenziazione territoriale e socio-economica e in base a principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficienza rispetto alle caratteristiche del servizio, anche su proposta dei comuni che doveva essere presentata entro il 31 maggio 2012 previa lettera di adesione dei sindaci interessati o delibera di un organismo associato e già costituito ai sensi dell’articolo 30 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (cosa che in provincia di Cosenza hanno già fatto i Sindaci di Cosenza e  Castrolibero, e probabilmente anche l’Unione dei Comuni della Presila con qualche altro Sindaco dell’hinterland  cosentino) .
E’ fatta salva l’organizzazione di servizi pubblici locali di settore in ambiti o bacini territoriali ottimali già prevista in attuazione di specifiche direttive europee nonché ai sensi delle discipline di settore vigenti o, infine, delle disposizioni regionali che abbiano già avviato la costituzione di ambiti o bacini territoriali di dimensione non inferiore a quella del territorio provinciale.
Si tratta di un principio generale dell’ordinamento nazionale cui le Regioni avrebbero dovuto conformarsi entro il termine del 30 giugno 2012.
Le Regioni, entro il medesimo termine, avrebbero dovuto istituire o designare gli enti di governo degli ambiti.
Decorso inutilmente detto termine, il Consiglio dei Ministri può esercitare i poteri sostitutivi.
A decorrere dal 2013, l’applicazione di procedure di affidamento dei servizi a evidenza pubblica da parte di Regioni, Province e Comuni o degli enti di governo locali dell’ambito o del bacino, costituisce elemento di valutazione della virtuosità degli stessi ai sensi dell’articolo 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
I finanziamenti a qualsiasi titolo concessi a valere su risorse pubbliche statali sono prioritariamente attribuiti agli enti di governo degli ambiti o dei bacini territoriali ottimali ovvero ai relativi gestori del servizio selezionati tramite procedura a evidenza pubblica o di cui comunque l’Autorità di regolazione competente abbia verificato l’efficienza gestionale e la qualità del servizio reso sulla base dei parametri stabiliti dall’Autorità stessa.
Uno a uno, palla al centro. Noi attendiamo.

domenica 22 luglio 2012

due buone notizie... anzi forse.

Due buone notizie stanno hanno catapultato i dipendenti di Ferrovie della Calabria da uno stato di scoraggiamento ad uno stato di entusiasmo.
Effettivamente le due notizie dell’ultima ora sembrerebbero non poca cosa.
Una riguarda la sentenza n. 199 del 2012 della Consulta (la Corte Costituzionale per intenderci), che ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 4 DL 138/2011 per violazione dell'art. 75 della Costituzione, in quanto riproduttivo delle medesime norme contenute nell'art. 23bis del DL 112/2008, già abrogate dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, ponendosi quindi in contrasto con l' "atto fonte" referendario; 
L’altra riguarderebbe le dichiarazioni dell’On. Santelli, circa una modifica al decreto sviluppo, che pare dia la possibilità alla regione di utilizzare per Ferrovie della Calabria 100 mln di euro dei fondi Fas assegnati, previo, naturalmente, una ricognizione della situazione finanziaria della società.
Ma, se ad una prima analisi parrebbe che la prima, allontanando almeno per il momento le scadenze che riguardavano le prossime gare ed alle quali tutti si sentivano impreparati, quantomeno per il momento economico negativo, dia la possibilità a FdC di guardarsi intorno e, nell’ipotesi, scegliere le strategie industriali adeguate per eventuali aggregazioni societarie in caso si ripresentino le gare; la seconda non vedo come possa entusiasmare più di tanto i dipendenti di FdC, visto che, semmai, sarebbe una norma prettamente a favore della Regione Calabria, che si ritroverà ad avere fondi da utilizzare per pagare i suoi debiti. Perché sempre di debiti si trattava, a meno che ci sia l’abitudine che a qualcuno sia permesso non pagare i debiti.
Altro sarebbe stato che alle dichiarazioni dell’On. Santelli ne fossero seguite altre di autorevoli esponenti del Governo Regionale della Calabria, in cui avessero affermato che in virtù della possibilità di utilizzare i fondi Fas, non si sarebbe effettuato nessun piano di rientro che avesse coinvolto il salario delle lavoratrici e dei lavoratori e i livelli occupazionali della società o che avesse come obbiettivo lo spacchettamento dell’azienda.
Questa si che sarebbe stata una buona notizia.

giovedì 19 luglio 2012

oscar ... donkey.

Come avevo annunciato nel precedente post  “sim sala min …”, la previsione è stata azzeccata.
Martedì 17 sono stati convocati tutti i dieci sindacati presenti in azienda e un comitato di lavoratori, diluiti in tre riunioni. 
Nella prima la cosiddetta ottiplice (Filt-Fit-Uilt-Uglt-Orsa-Confail-Sulct-Unsiau), nella seconda i rappresentanti del cosiddetto Comitato dei Lavoratori e nell’ultima l’opposizione all’ottiplice, vale a dire USB e Faisa-Cisal.   
In tutti e tre gli incontri, e non poteva essere diversamente, il Presidente delle FdC ha illustrato la debacle aziendale (a chi la stava subendo) ed ha incardinato la discussione su quando sarebbero arrivate le trimestralità della gomma e del ferro e su quando sarebbero arrivati gli 8 mln di euro (ma non dovevano essere 12?) del Ministero per potere assolvere almeno al pagamento di una parte di spettanze arretrate ( allo stato attuale si attende lo stipendio di giugno e la 14sima ma anche le competenze arretrate già dallo scorso anno), ma ha posto l’attenzione soprattutto sul rispetto del decreto crescita e sull’avvio del tavolo istruttorio fra Ministero e Regione Calabria per il passaggio della società alla Regione entro la fine dell’anno. Tutto secondo previsione azzeccata. La cosa straordinaria invece è che dalle previsioni sviscerate spontaneamente dal Presidente di FdC, è emerso in modo lapalissiano che i 16 mln di euro di mutuo (quelli dell'On. Orsomarso, ma non dovevano essere 20?) serviranno solo per l'infrastrutture, che i 20 mln di euro del decreto crescita serviranno per liquidità e spese correnti, e che quindi e comunque la Regione Calabria attuerà un piano di rientro, che in gergo sindacale e per esperienza diretta dei lavoratori, può solo significare altri tagli al salario e altra stretta sui diritti, se non addirittura, in modo più crudo, la perdita di lavoro e/o di posti di lavoro. Ma la cosa sorprendente è stata che non si è avuto neanche il tempo di avere questa informativa che L'assessore ai trasporti della Regione Calabria Luigi Fedele, ha dichiarato - informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – che nel tavolo programmato con l’obbiettivo di affrontare tutte le criticità connesse all'accordo sul trasferimento, e' stata più volte ribadita la necessità di operare un ulteriore e consistente efficientamento dell'organizzazione aziendale, seguito da una conseguente eliminazione degli sprechi e dall'attuazione di un taglio dei rami secchi.
Tutto come da copione. Complimenti, premio oscar a chi ha permesso tutto questo.

PS
Gira su facebook la notizia che durante l’incontro che il Presidente di FdC ha avuto con i rappresentanti del Comitato dei Lavoratori, sembra che siano volate parole grosse fra un Lavoratore ed il Direttore Generale e che l’episodio abbia avuto come conseguenze l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del lavoratore.
È chiaro che da parte del Direttore Generale dovrà esserci, per quanto l’episodio si inserisce in un ambito personale, una valutazione che non potrà prescindere dall’analizzare lo stato d’animo dei lavoratori esasperati per una condizione economica che allontana da una vita sociale armonica e dignitosa; una condizione economica in cui i lavoratori, la maggior parte di essi monoreddito, non riescono a vedere una flebile via d’uscita. In queste condizioni è facile cadere in errori. È umano, ma lo è di più chi, investito da obblighi onerosi, dimostra considerazione a chi soffre più del dovuto.     

venerdì 13 luglio 2012

servizi minimi ...

Con la sentenza n. 984/2012 la prima sezione del Tar Veneto ha annullato la Delibera n. 512/2011, con la quale la Giunta Regionale Veneta ha disposto il taglio delle risorse destinate al finanziamento dei “servizi minimi” di trasporto pubblico locale.
In accoglimento del primo motivo di ricorso presentato dallo Studio Massimo Malena&Associati per conto delle aziende di trasporto venete, il collegio ha cassato la DGR 512/2011 per violazione dell’art. 20 della Legge Regionale n. 25/1998 e dell’art. 16 del D.Lgs. n. 422/1997, che impongono lo svolgimento di una preliminare conferenza di servizi al fine di raggiungere l’intesa con gli enti locali.
Nella sentenza in commento i giudici amministrativi hanno precisato che il taglio di risorse operato a livello statale seppure costituisce l’antecedente logico-giuridico alla riduzione delle risorse da parte della Regione, non esonera la stessa dal rispetto delle norme che regolano il potere di determinazione dei finanziamenti destinati al settore del trasporto pubblico locale.

martedì 10 luglio 2012

sim sala min ...

Lunedì 9 luglio, dopo più di due mesi dalla mancata erogazione dello stipendio di maggio e più di uno da quello di aprile, i dipendenti di Ferrovie della Calabria hanno inscenato una protesta in quel di Catanzaro e Soveria Mannelli.
Esasperati da una condizione economica che metterebbe in ginocchio chiunque, sono giunti alla conclusione che solo azioni di forza potrebbero smuovere una condizione societaria che giorno dopo giorno delineandosi  disastrosa li sta trascinando nel baratro.
La manifestazione però è stata stroncata sul nascere, dalla conferma che almeno lo stipendio di maggio era stato accreditato nei c/c dei dipendenti e dalle sospette promesse del Direttore Generale che una delegazione di lavoratori sarebbe stata ricevuta a giorni dal Presidente del Cda di FdC per sottoporgli in quell’occasione tutti i dubbi circa il futuro di Ferrovie della Calabria.
Che il Direttore Generale si desse da fare per tenere buoni i dipendenti esasperati, ci potrebbe pure stare; che potesse fare promesse affinché il dipendente percepisse che non si possa fare nulla senza il suo consenso, potrebbe essere una buona strategia aziendale (dal punto di vista aziendale ovviamente).
 Però a noi suona strano che il Presidente e il Direttore Generale possano parlare con i lavoratori invece che con le organizzazioni sindacali che li rappresentano, perché per esclusione vorrebbe dire due cose:
o che i lavoratori hanno delegittimato i sindacati trattanti (o forse sarebbe meglio dire i sindacalisti trattanti) e quindi l’azienda, che l’ha capito, vuole trattare direttamente con loro;
o che i sindacalisti trattanti, dopo la figuraccia che stanno facendo per l’incapacità di mettere in atto una vera strategia e dopo il disastro di un anno di trattative che li ha portati a sottoscrivere un accordo che si è rivelato fallimentare perché anacronistico e non risolutorio dei problemi, per come invece avevano teorizzato, oggi vivono una oggettiva difficoltà ad intrattenere relazioni concertative con l’azienda, avendo percepito che alle porte si profila una nuova stangata che potrebbe ratificare la loro definitiva debacle, e vista l’incapacità a rapportare ai lavoratori gli ennesimi sacrifici a cui andranno incontro per avere fatto passare inutilmente tutto questo tempo, chiedono aiuto all'azienda. delle due l'una.
Ma noi, invece, già ci immaginiamo a quale destino andranno incontro i lavoratori e, leggendo nella sfera magica e mettendo insieme i vari tasselli, riusciamo a sapere cosa diranno il Presidente e il Direttore Generale ai lavoratori per preparali agli accordi che sottoscriveranno con i sindacalisti trattanti.
Diranno:
… la situazione cari miei è assolutamente grave ma noi ce la stiamo mettendo tutta. il ministero sta facendo la propria parte e mette a disposizione 20 mln di euro (se andiamo a vedere poteva pure non farlo). La nostra cara Regione Calabria, che all’inizio sembrava un po’ riluttante, ha capito la situazione. Per come sta scritto nel decreto crescita, abbiamo tempo due mesi per ratificare il passaggio definitivo alla Regione e in questi due mesi dobbiamo metterci d’accordo su come farlo e a quale prezzo.  Cominceremo col confrontarci con i costi standard e a prevedere un piano industriale di almeno tre anni per il passaggio particolareggiato, con l’aiuto di uno o più  Dirigenti tutti locali e nominati dalla Regione Calabria. Ma voi nel frattempo non state a sentire quegli altri sindacalisti, quelli brutti e cattivi che vi diranno che non dovete fare più sacrifici, che vi diranno non è giusto abbassarvi ancora lo stipendio, che è ingiusto licenziare o mandare in mobilità padri di famiglia che hanno fatto sempre il loro dovere, che il debito non lo dovete pagare voi ma noi e che è ora che vi svegliate. No, non credete a questi brutti e cattivi …. credete a noi e ai sindacati trattanti”.

mercoledì 4 luglio 2012

sindacalisti nuovi, anzi vecchi ...

Nella vita, arriva un momento, vale per tutti ovviamente, in cui ci si trova di fronte a speranze cadute, a dei vissuti ingiusti, a dei valori fondamentali derisi e vilipesi.
Allora veniamo invasi dal sentimento dell’amarezza, che letteralmente ci toglie il gusto di esistere.
L’amarezza tende a contagiare con il suo gusto amaro tutto il nostro universo interiore dandoci l’impressione che nulla potrà mai più essere dolce e quindi che valga la penna di essere vissuto.
La difficoltà principale nel contrastare questo sentimento è che si fonda su basi solidissime: si sono verificati dei fatti oggettivi che hanno contraddetto le motivazioni che davano un senso alla nostra esistenza e sulle quali l’avevamo costruita. Quindi, si ha la sensazione che nulla potrà rimediare all’accaduto.
E allora pensi, c’è un però in tutto questo? Si, tutto avrebbe avuto un altro senso se a causare questa amarezza fosse stato un nuovo che avanzava.
Un nuovo fatto da persone nuove; un nuovo che avesse rovesciato il vecchio senza se e senza ma, con una ventata di modernità e un nuovo modo di fare sindacato; un nuovo che mi travolgesse con una carica di preparazione, adeguatezza al presente, moralità, opportunità, consapevole passione.
E invece no, non esiste il nuovo, ma il vecchio. 
Il vecchio più stantio e pieno di livore; il vecchio protagonista delle malefatte più aberranti di questi ultimi 20 anni e più di vita aziendale; un vecchio incapace di mettere in atto una benché minima strategia sindacale; 
un vecchio che ha interesse solo a gestire le tessere sindacali e le prebende che queste gli assicurano, dimostrando per l’ennesima volta, che il suo principale obbiettivo non è la tutela del lavoratore bensì il mantenimento dei privilegi che crede di detenere; un sindacato fatto di vecchi sindacalisti che a causa della loro demente strategia, da luglio 2012, sono passati:
24 mesi da quando l’attuale Governo della Regione Calabria ha annullato la delibera che riconosceva a Ferrovie della Calabria 2,5 mln di euro all’anno per 15 anni e non gli riconosceva il maggiore fabbisogno dei corrispettivi annuali per 8,5 mln di euro;
18 mesi da quando si è aperta formalmente la crisi e dalla prima presentazione da parte di aziendale del piano salva impresa;
12 mesi da quando sono stati licenziati con l’accordo del sindacato trattante 56+15 dipendenti per esubero e non rinnovo del contratto di lavoro a termine;
11 mesi dal blocco dei pagamenti per 6 mesi delle competenze accessorie (eras B, diarie, trasferte, ecc.);
10 mesi dall’ammissione da parte del Ministero dei Trasporti davanti al parlamento Italiano che Ferrovie della Calabria vanta crediti nei confronti della Regione Calabria per almeno 86 mln di euro, e dall’accordo tra Regione Calabria, Ferrovie della Calabria e Sindacati trattanti per approvare il piano salva azienda e “unicità aziendale” che ha determinato per i lavoratori contrazioni di lavoro e perdita di salario, ratificato da un referendum fra i dipendenti;
9 mesi dall’annuncio del Governo della regione Calabria del mutuo di 20 mln di euro per le infrastrutture che non arrivano mai;
7 mesi dal primo differimento della paga;
5 mesi da quando è cambiato il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie della Calabria e tutti i sindacalisti trattanti hanno avuto compiacimenti corali;
4 mesi dalla prima rateizzazione dello stipendio di aprile pagato in due trance;
2 mesi che a tutto oggi non vengono retribuiti i lavoratori e le lavoratrici.
E nel frattempo:
dall’inizio vertenza non vengono girate le trattenute a ruolo per fondi pensione, assicurazioni, finanziarie, ecc.;
il Governo della Regione Calabria, dopo la kermesse di novembre 2011 presso il deposito di Cosenza, ha incassato la piena disponibilità degli immobili di Ferrovie della Calabria anche nei cespiti.
E dopo tutto ciò, assistiamo ad un sindacato trattante incapace di prendere qualsiasi decisione o intravedere un obbiettivo condiviso e definito;un sindacato trattante che ha tutta la responsabilità di essere semplice spettatore e comparsa del contrasto fra il Governo della Regione Calabria e Ministero per la partita dei crediti pregressi;
un sindacato trattante che mette in giro volantini in cui si minaccia che “non loro” ma i lavoratori potrebbero incazzarsi.Un sindacato trattante incapace di dare risposte ai lavoratori, ma peggio ancora, lavoratori che non sanno chiedere spiegazioni al sindacato trattante.
Allora sostengo che, in attesa del nuovo e nonostante la macchina del fango che opera attraverso la manipolazione di notizie a volte illegali riguardanti la mia vita privata e professionale, in questa epoca di menzogne universali, dire la verità diventa un atto rivoluzionario.