martedì 24 gennaio 2012

sciopero venerdì 27 gennaio ...

ricevo e volentieri pubblico.


Depredano il territorio, disattendono i risultati referendari sulle liberalizzazioni dei servizi, cancellano i contratti nazionali, impediscono una reale rappresentanza sindacale, ci  chiedono più tasse  finanziando con il denaro pubblico la corruzione, il malaffare degli appalti, le parentopoli e gli interessi delle grandi società finanziare...
NON VOGLIAMO PAGARE IL LORO DEBITO,
FERMIAMOCI PER FERMALI !!!
Gli stregoni (tecnici) della salvezza nazionale, Monti e compagni, stanno realizzando un sacco contro di noi celando la loro manovra con i rituali della responsabilità e con astruse formule tecniche.
Questa situazione ci sta riducendo a brandelli e, ogni nuovo giorno, come avvoltoi insaziabili vengono a mangiarci il fegato e la speranza propinandoci nuovi sacrifici immolandoci sull’altare della borsa.
Ora, il governo Monti cominciando, con le misure per la famosa «crescita», dalla liberalizzazione dei taxi, delle farmacie, degli avvocati ecc. in realtà, come ad ogni forma di potere conviene, punta a seminare rivalità e discordie per meglio dominare e far passare il raddoppio dell’ICI, il rincaro dei carburanti, l’aumento dell’IVA, che si riflette duramente in rincari di tutte le merci, l'attacco ai business “poveri”: pensioni, ammortizzatori sociali e privatizzazione dei servizi pubblici locali.  Infatti nel mirino, per primi, ci sono i trasporti locali (ferroviari e su gomma).
Mentre si parla da anni di “contratto unico dei trasporti” Monti, con l'art.42 del Decreto liberalizzazioni ha eliminato l'obbligatorietà al rispetto del contratto nazionale di lavoro e delle normative che lo regolamentano aprendo la strada a contratti aziendali, come quello con NTV di Montezemolo, con il costo del lavoro inferiore del 40% rispetto a quello che dal 2008 CGIL – CISL – UIL stanno contrattando con le FS, aprendo la strada all'ingresso dei privati nel trasporto pubblico locale su gomma.
Un curioso modo di fare impresa quello che addossa alla collettività, ai lavoratori i costi (manutenzione e ammodernamento dei servizi) e ai privati i guadagni.
Tutto ciò dopo le manovre del governo Berlusconi della scorsa estate e la super manovra salva-Italia di dicembre che hanno aumentato l’età pensionabile, ridotto l’importo delle pensioni sia attraverso il sistema contributivo sia bloccando gli aumenti al costo della vita, aumentato le tasse, ad iniziare dalle tasse sulla prima casa, aumentato l’Iva, l’Irpef locale, i ticket sanitari, le accise sulla benzina ecc.
In questo senso si inseriscono i recenti provvedimenti contenuti nella proposta di decreto, cosiddetto per la crescita, che rappresentano un vero e proprio manifesto per la deregolamentazione di molti servizi e attività economiche tra cui, appunto, i trasporti pubblici.
Ancora stanno approntando “riforme del diritto del lavoro” utili allo scopo di favorire tali liberalizzazioni tutelando solo le imprese e il cosiddetto mercato a danno del lavoro sia dipendente che autonomo.
LE LIBERALIZZAZIONI SONO UNA TRUFFA A DANNO DI TUTTI NOI, LAVORATORI E CONSUMATORI! LE LIBERALIZZAZIONI SONO LO STRUMENTO GRAZIE A CUI VENGONO REGALATI INTERI SETTORI ECONOMICI AGLI SQUALI DELLA FINANZA!!!
In soldoni, la grande finanza e la grande industria si vogliono impossessare del Trasporto Pubblico e avere lavoratori schiavi.
Solo una ampia unità e mobilitazione dei lavoratori e di tutti i cittadini in generale (pensionati, studenti, ecc…) può contrastare le decisioni del governo Monti che sottopongono il futuro del paese agli interessi dei cosiddetti mercati.
Solo l’unità e la mobilitazione di tutti i lavoratori possono contrastare le decisioni dei nostri governi passati e attuale, fermare la mano pesante contro i lavoratori del Trasporto Pubblico che sono etichettati come corporativi perchè vogliono difendere il “privilegio di un posto di lavoro fisso” perché per Monti, il suo governo e per la maggioranza del parlamento il lavoro non è un diritto ma un privilegio!
Vogliono farci piegare la testa: «sacrifici», fate più sacrifici! Ordinano (proprio quelli che sacrifici non ne hanno mai fatto). Intanto tagliano posti di lavoro: vedi quel che sta succedendo con il personale viaggiante dei vagoni letto delle ferrovie.
Che sarebbe piovuto si sapeva, qualcuno sperava che non diluviasse e invece siamo in pieno uragano
Ci vogliono togliere anche la pelle, a noi sfruttati!!!

INDIGNIAMOCI E OPPONIAMOCI
Venerdì 27 gennaio 2012
SCIOPERO GENERALE

Contro il caro vita, l'attacco al nostro lavoro, ai nostri salari e pensioni!!
Contro la precarietà!!
Contro la privatizzazione dei trasporti e di tutti i servizi pubblici!!
Per la salute e la sicurezza sul lavoro!!

martedì 17 gennaio 2012

Desaparecidos …

È da parecchio tempo che mi chiedo se i lavoratori di Ferrovie della Calabria sono a conoscenza di chi è il loro rappresentante per la sicurezza (RLS).
Se sanno che ce ne più di uno,  cosa fanno e che hanno fatto in tutti questi anni.
Sapete che ogni sindacato (veramente quasi ogni sindacato) ha il suo bell’RLS?
Sapreste indicarli? Sapreste dirmi i loro nomi? 
Sapete se hanno mai fatto un’assemblea con tutti i lavoratori? E con gli iscritti del loro sindacato?
Sapreste rispondere a queste domande?

sabato 14 gennaio 2012

e se fossero coinvolti?

Eccoci qua, ancora a ripensare a quanto si è detto all’assemblea del comitato dei lavoratori di Cosenza (dicono che ne esistono altri di comitati dei lavoratori e ognuno si è costituito sul proprio territorio. Mi sembra giusto e non poteva essere altro che così essendoci lavoratori di Ferrovie della Calabria in 7 territori).
Quella mattina, nel mio intervento, ebbi a dire che, dal momento in cui a settembre 2011 il movimento dei lavoratori protestò in modo spontaneo contro lo spacchettamento dell’azienda (per me, lasciatemelo dire, fu pilotato per scardinare all’accordo) e il sindacato trattante per questo si sentì sollecitato  e spinto da quel mandato a convenire con l’azienda e la regione su un accordo che fu definito “la madre di tutti gli accordi”, mi sembrava giusto che lo stesso movimento dei lavoratori potesse, a distanza di tre mesi ed in presenza di fatti che lo giustificassero, fare il punto sullo stato delle cose. Perché dico questo? Per due semplici ragioni:
1.       L’accordo prevedeva alla scheda 13 punto 3) che in giornate pre e post festive si era autorizzati all’uso del proprio mezzo (dove “mezzo proprio” significava la propria automobile, il motorino, la bici, i pattini, un camion, un trattore, finanche tacco e sola direbbe qualcuno, ecc. ecc. ), ed invece nella disposizione operativa che recepiva l’accordo è stato inserito oltre al pre e post anche  “l’infrasettimanale”;
2.     L’accordo prevedeva l’immediata alienazione dei beni dismessi i cui proventi sarebbero stati destinati ad investimenti in FdC e mentre la regione annuncia a tutta la stampa che gli immobili sarebbero stati rivalutati e poi venduti, invece a Cosenza (ma è lecito chiedersi se analoga procedura si stia facendo altrove) comincia a regalare gli immobili più prestigiosi.
E se le cose stanno così e se tanto mi dà tanto, è giusto allora che il comitato dei lavoratori possa chiedere conto di queste cose al sindacato? 
Ecco allora che i sindacalisti, invece di controllare cosa hanno scritto o impedire all'azienda quantomeno che si derogasse a quanto scritto, cominciano ad alzare i muri a difesa della casta, buttando fango su chi non ci sta e denuncia queste cose, sperando così di proteggersi dal proprio fallimento.
Che fossero coinvolti nelle modifiche?

mercoledì 11 gennaio 2012

incoerenze ...

Martedì 10, ho avuto il piacere di assistere a Cosenza, all’assemblea proclamata dal comitato dei lavoratori di Ferrovie della Calabria.
A questa assemblea erano invitati, oltre a tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche tutti i sindacati presenti in azienda. 
Molti gli interventi. Tanti avrebbero voluto dire qualcosa su una vertenza infinita che preoccupa i lavoratori e le loro famiglie, ancora senza stipendio.
Ma fra tutti gli interventi, uno in particolare mi è rimasto impresso, ed è quello del lavoratore sindacalista il quale raccomandava l’assemblea di non seguire chi voleva fomentarli, ma si dichiarava in totale disaccordo con il suo segretario regionale che invece aveva firmato un accordo porcata e che lui da buon soldato però era stato costretto ad un laconico “ubbidisco”. Più che legittima la posizione individuale, è la sua. Ma un dubbio mi viene però:
ma, se è lui stesso a definire l’accordo di ottobre 2011 un accordo “porcata”, possono gli altri avere legittimamente la stessa opinione? O vale solo per lui?
E quindi, su cosa si fonderebbe l’aizzare degli altri? Sul nulla, direi io. A meno che, si è detto così per mascherare fatti che nulla hanno di politico e che ovviamente non fanno gli interessi dei lavoratori.
E normalmente, quando qualcuno vuole fare valere le proprie idee e fa attività sindacale, ovviamente se non è attaccato alla poltrona o alle prebende che questa gli porta, non dovrebbe avviare un momento di democrazia nel suo sindacato confrontandosi con le altre idee ed esigendo e accettando un eventuale responso? Oppure, non dovrebbe dare le dimissioni dall’incarico per palese disaccordo con la linea politica regionale? Delle due una. Ma in ogni caso, un vero sindacalista, se decide di “ubbidire” si sa assumere le responsabilità dell’Organizzazione, invece di cercare di essere impunito (o è proprio così che si comporta un vero sindacalista).
È proprio vero, alla mediocrità non c’è mai fine.

sabato 7 gennaio 2012

eppure ...

qualcosa si muove!


ucci ucci ucci ...

Ma no, possibile!?
Possibile che neanche il tempo di acquisire gli immobili e le infrastrutture di Ferrovie della Calabria, che la Regione comincia a concederli?
Ma non si era detto che il patrimonio sarebbe stato opportunamente rivalorizzato e poi, se non strumentale all’esercizio, sarebbe stato alienato?
E invece di valorizzare gli immobili per ricavarne risorse da investire sulle linee da riaprire e da ammodernare, o per acquistare nuovi rotabili ferroviari ed automobilistici, si comincia con la solita tiritera.
Forse ha fatto bene qualcuno a chiedere l’attenzione di tutti i sindacati affinché il patrimonio di FdC non fosse svenduto?
Però, a pensarci bene, avranno capito il contrario? Non penso che questo qualcuno si riferisse al sindacato affinché fosse il primo a buttarsi nella mischia.
Anche perché, qua non si tratta di concedere alla RSA di un sindacato l’agibilità di una stanza o di un locale per le sue legittime prerogative, come dovrebbe essere in base alla legge 20 maggio 1970, n. 300. 
Se fosse così, questo diritto dovrebbe essere esteso a tutti i sindacati presenti in azienda.
L’avviso pubblico non porta la data, ma è reperibile sul sito della Regione e viste le dichiarazioni della Regione in merito all’acquisizione del patrimonio è probabile che sia del 22 dicembre 2011. 
Perché, se fosse nel bel pieno della vertenza sarebbe molto ma molto inquietante.
Però, a pensarci bene, le domande portano quella data … 

Questo è l'avviso pubblico:



giovedì 5 gennaio 2012

gli auto assolti...

Non è possibile. Anzi no, purtroppo è possibile che taluni personaggi, in perenne contraddizione con loro stessi, pretenderebbero di essere sempre irresponsabili.
No, non nel senso che sono degli scavezzacollo, magari fosse solo quello, ma nel senso che non vogliono mai essere responsabili di niente, e vorrebbero cavarsela con un “io te lo avevo detto”.
Ma come? Non erano tutti inebriati da questa regione che li aveva salvati? 700 dipendenti non avevano votato tutti si? E non li avevano applauditi?
Non sono stati loro che li hanno assolti tutti quanti?
Se fosse un gioco, potrebbe sembrare semplicemente una contraddizione. Ma non è così, perché tutti, anche i personaggi più famosi, hanno dei piccoli “segreti”, magari un’attività parallela sconosciuta ai più.

mercoledì 4 gennaio 2012

sindacalista da bar?

Qualcuno sta precorrendo i tempi e di questi tempi si sa, c’è chi ha più ragione degli altri se a darsela è lui stesso.
Ma, si sa, le bugie hanno le gambe corte e anche l’arroganza ha le gambe corte.
Ma anche le mezzecartucce hanno le gambe corte.
Mi chiedo, ma se è una colpa essere stato un sindacalista da bar, se tanto mi dà tanto, chi siede al ristorante sarà ancora più colpevole?
Dipenderà solo dai risultati che ottiene dico io.
Ma, per adesso sono sconfortanti.

Ps.
E chi pagherà?

martedì 3 gennaio 2012

FdC: ma quale futuro...

Nell’ormai lontano 2009, i segnali della recessione di Ferrovie della Calabria, ma ancora di più del settore gommato della stessa società,  venivano svelati al primo incontro, informale, che il presidente del Cda ebbe a Cosenza nei locali di Vaglio Lise con il sindacato.
In quell’occasione, l’allora consigliere Mautone dichiarò che il core business di FdC era il ferro, in special modo su reti RFI perché là c’erano risorse, mentre per il settore gommato l’interesse era diverso perché le gare e un iter legislativo stavano dettando nuovi scenari.
I sindacalisti di allora (che lo sono tutt’ora), rispetto a quelle dichiarazioni non furono per niente lungimiranti come avrebbero dovuto essere e quelle parole non scalfirono per niente le loro menti.
Infatti da allora si susseguirono una tale mole di circostanze che li videro travolti dagli eventi senza capire bene dove stessero andando né, peggio ancora, dove stavano portando i lavoratori e le lavoratrici.
Se possibile questi eventi, il governo Berlusconi e questa Regione Calabria li hanno resi più angosciosi e sono argomento di questi ultimi tempi, perchè sicuramente saranno aggravati dalla volontà di questo governo tecnico di privatizzare i servizi pubblici alla faccia di un referendum che esprimeva il contrario. Il tutto per le ragioni delle banche e degli speculatori finanziari che stanno rubando a noi il presente e ai nostri figli il futuro.
E allora lo scenario in Ferrovie della Calabria adesso piano piano comincia a delinearsi, smentendo quelle promesse e intendimenti che sono stati spacciati per “la salvezza dell’unicità” dal governo della Regione Calabria e avallate dai sindacati trattanti.
I segnali ci sono tutti:
  • abbassamento e livellamento del salario del dipendente di FdC a quelli delle aziende private (mentre negli anni passati si sperava che il trend  potesse avere una direzione contraria);
  • contrazione dei diritti e aumento dei carichi di lavoro specialmente per il personale viaggiante;
  • chiusura senza speranza delle taurensi e della silana (e probabile definitiva interruzione del tratto Marzi-Soveria Mannelli);
  • passaggio definitivo degli immobili e delle infrastrutture alla regione e relativo alienamento dei beni non strumentali (per fare cassa a favore della regione);
  • richiesta di soppressione delle linee gommate concorrenziali alla linea ferrata;
  • uscita del settore ferro dal sistema Binbus;
  • invasione dell’Amaco nella presila.
questi segnali fanno capire che c’è una concertazione Ministero, Regione, FdC, che nell’ipotesi più favorevole  è mirata a privatizzare gli autoservizi, ma nell’ipotesi più sfavorevole è mirata alla vendita del ramo automobilistico.
Come ho avuto modo di dire in un post precedente, l’ipotesi che FdC possano avere concorrenza sulle stesse tratte è da escludere, quindi si capisce che lo scenario è l’eliminazione dei km/bus nelle sovrapposizioni con il ferro, con recupero dei relativi km/bus da parte della Regione Calabria; la successiva privatizzazione dei km/bus rimanenti, con eventuale vendita degli autobus che porterebbero in cassa FdC/ferro circa 10.000.000 di euro; e, forse, successivamente la sola acquisizione da parte della Regione Calabria di quello che rimane di FdC/ferro e cioè la tratta che va da Rogliano a Cosenza con la probabile implementazione della metropolitana leggera per l’Unical, e la tratta che va da Soveria Mannelli a Catanzaro Lido con la deviazione per la cittadella Universitaria di Germaneto.
Sarà fantapolitica quello che ho detto? Vedremo.