sabato 31 dicembre 2011

auguri...

A chi non si è dimenticato che i lavoratori del trasporto pubblico, attendono da tre anni il rinnovo del Contratto Nazionale;
A chi dovrà verificare e controllare l’attuazione della madre di tutti gli accordi in Ferrovie della Calabria;
A chi dovrà controllare che il patrimonio di Ferrovie della Calabria non sia svenduto;
A chi non pensa, che Ferrovie della Calabria debba essere privatizzata;
A chi vuole riaprire le ferrovie taurensi;
A chi vuole riaprire le ferrovie silane;
A chi non sta lavorando,  affinché  Ferrovie della Calabria sia privatizzata;
A chi non dimentica i morti della fiumarella;
A chi non dimentica che anche i lavoratori delle ditte esterne, mangiano tutti i giorni come tutti gli esseri umani e desidererebbero essere pagati regolarmente;
A chi non crede che un lavoratore della SEGI possa festeggiare il Natale e Capodanno anche senza tredicesima o peggio senza stipendio;
A chi non lavora ogni giorno per favorire il mezzo privato;
A chi non copia ai concorsi;
Ai nuovi assunti che non percepiscono l’Eras;
Agli anziani che gli hanno diminuito l’Eras;
A chi va in trasferta con la propria automobile;
A chi non gli viene pagato il trasferimento;
A chi non percepisce il ticket;
A chi si dovrà pulire l’ufficio da solo;
A chi dovrà rifornire l’autobus da solo;
A chi emette i biglietti sull’autobus;
A chi è abilitato o si abiliterà o sarà costretto ad abilitarsi;
A chi gli verrà negato il trasferimento;
A chi diverrà inidoneo;
A chi lo è già;
A chi farà il noleggio a costo zero;
A chi lavora più di 6 h e 30’;
A chi il nastro glielo allungano a 10, 12, 15 h;
A chi non gli pagano la trasferta;
A chi non è convinto che i lavoratori debbano restare in servizio fino alla morte;
Ai giovani che non troveranno mai lavoro se gli anziani non vanno in pensione;
A chi pretende che le regole siano rispettate da tutti;
A chi non usa i lavoratori ed il loro disagio, per interessi personali;
Agli iscritti delle Organizzazioni Sindacali tutte;
A chi ………………………………………………………
Auguri a tutti noi, affinché il 2012, sia un anno di una necessaria presa di coscienza per il bene di tutti.

mercoledì 28 dicembre 2011

invasioni barbariche...

Che l’utenza del servizio automobilistico di Ferrovie della Calabria della presila (ma non solo) era arrivata allo stremo per un servizio di qualità che non decollava, si era capito da tempo;
che la soluzione di tutti i mali sia far  fare il servizio all’ex municipalizzata Amaco, ci pare sia di scarsa intelligenza.
A meno che, si usano questi trucchi populisti per nascondere la incapacità di portare a sintesi il problema, giustificando la loro incompetenza e impotenza verso i soggetti che istituzionalmente dovrebbero risolvere tali problematiche.
Eppure i desideri dell’utenza di Ferrovie della Calabria, più che legittimi, si fondano semplicemente su un viaggio: che potesse fare affidamento a pensiline e a fermate certe; che fosse relativamente breve, confortevole, sicuro e in orario; che si potesse integrare bene con gli orari degli altri vettori e con i ritmi della società civile; e, non per ultimo, che avesse un costo adeguato alle difficoltà proprie di chi è costretto ad usare il mezzo pubblico.
Ma i veri responsabili della mancata realizzazione di questi desideri sono le amministrazioni locali che non sono in grado di rendere percorribili le loro strade il più delle volte conurbate in veri e propri centri storici che ingessano il trasporto pubblico locale, mentre in altri luoghi si discute come rendere fruibili le corsie preferenziali agli autobus;
amministrazioni locali che non si rendono partecipi all’individuazione delle fermate sicure (e non si pretende che al sud siano a norma del CdS, ma almeno che ne abbiano la parvenza);
amministrazioni locali che non si rendono partecipi nell’attrezzare le fermate con pensiline per attesa autobus, che preservino il viaggiatore dalle intemperie e che possano fungere da informazione per il servizio esercito;
amministrazioni che il più delle volte si sono disinteressate del trasporto pubblico anche quando il Comune di Cosenza costringe gli autobus a giri impossibili nel suo abitato prima che se ne  possa uscire (addirittura alcuni anni fa costringevano gli autobus in partenza dall'autostazione direzione presila a passare per il quartiere  di “porta piana”);
una Regione Calabria che non onorando i suoi debiti nei confronti di Ferrovie della Calabria, costringe questa società a fare servizio con autobus fatiscenti che il più delle volte restano fermi in rimessa, anche per una manutenzione che fa acqua da tutte le parti;
una Regione Calabria che taglia i km del disciplinare, aumenta il costo dei biglietti e addossa la responsabilità alle aziende che eserciscono il servizio;
una Regione Calabria che mette in difficoltà economica la società Ferrovie della Calabria e poi si impossessa dei beni strumentali che nell’accordo di programma avrebbero dovuto essere nella disponibilità della società anche per fare cassa ed investire in infrastrutture;
una Regione Calabria che dichiara che dalla vendita degli immobili non strumentali all’esercizio ferroviario farebbe cassa per sopperire alle sue mancate risorse;
una Regione Calabria che dimentica a 50 anni dalla tragedia della “fiumarella” che la mancanza di infrastrutture in Calabria quei territori l’hanno pagata con un tributo di esseri umani.
Poi, è nella facoltà dei sindaci che hanno disponibilità di risorse e vogliono spenderle in servizi per i propri cittadini, la possibilità di servirsi di un altro vettore. Ma se non si risolvono i problemi elencati, è difficile fare servizio di qualità anche per Amaco, perché quantomeno dovrebbe attrezzarsi con autobus extraurbani, altrimenti per l’utenza della presila nulla cambierebbe, neanche quello di viaggiare in piedi per tutto il tragitto.     

domenica 25 dicembre 2011

io ti assolvo ...

Fu in macchina al ritorno da Reggio Calabria e poi al bronx, che ho condiviso insieme ad altri la possibilità di fare entrare in azienda i figli degli agenti dipendenti. E in effetti è stata fatta una cosa senza precedenti dopo 30 anni dall’ultima volta che furono assunti i figli dei dipendenti (il 1976 ci fu almeno un concorso dal quale comunque ci furono degli esclusi), e per quello furono assunti tutti i figli di agente che ebbero la fortuna di avere un padre o una madre in età di pensione. Anzi, moltissimi di loro tecnicamente erano già in pensione in quanto avevano percepito degli incentivi che il governo Berlusconi elargiva a chi rinunciava di andare in pensione. Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto male? So solo che su una cosa io ero in disaccordo con gli altri, e cioè l’ingresso indiscriminato in tutte le qualifiche aziendali.  
In ogni caso, il lascito di quei fortunati dipendenti non è stato un granché. La fortuna che hanno avuto, forse la stanno realizzando un po’ alla volta solo adesso e di questi tempi, ma al 70%, lasciatemelo dire, non sono un granché. Se potessi tornare indietro mi ostinerei sui miei pensieri di allora. Ma allora non si poté fare, perché tutti quelli che potevano andare in pensione, e non ci andava nessuno perché percepivano il “superbonus” di Berlusconi, pesavano per una bella cifra sui bilanci della società. E quindi non si poteva fare un concorso, non si poteva fare meritocrazia fra i Calabresi, perché nessuno di quelli sarebbe andato via dall’azienda, in special modo chi in azienda “si minava ru ventagliu”. Molte di queste persone pensano che a loro era dovuto, ma agli altri? Gli altri figli di agente sono figli di un dio minore? Credo che di questi tempi, se sono intellettualmente onesti, dovrebbero comprendere della fortuna che hanno avuto per un incontro al “bronx”.       
Ma ero sempre al bar quando seppi che in un concorso ci furono più concorrenti bocciati perché gli esaminatori capirono che avevano copiato dalla stessa traccia (forse su internet), finanche con le stesse virgole e punti, e mi sono molto mortificato per la vicinanza che allora uno di questi aveva con me (il concorso fu quello di Addetto all’Esercizio per intenderci, e che io non ho mai voluto fare perché lo ritenevo incompatibile con chi avesse voluto fare sindacato).  
E adesso però, una riflessione ve la chiedo: mettiamo per esempio (ma proprio per esempio e non riferendomi a cose e personaggi esistenti ma anzi riferendomi a personaggi e fatti di pura fantasia) che in un sindacato fanno segretario generale uno che in un concorso viene escluso perché ha copiato (per esempio quattro concorrenti hanno presentato la stessa elaborazione della traccia) e fanno vice segretario dello stesso sindacato una che in un concorso ha chiamato i carabinieri perché a suo dire c’era chi copiava, in quel sindacato esisterebbe un conflitto di identità? Secondo me il conflitto in quel sindacato esisterebbe e come. Ma, secondo voi, chi avrebbe ragione dei due? Quello che è per la copia o quello che è per la legalità? E come potrei riconoscere a chi ha copiato una onestà intellettuale in quello che sindacalmente dice? Potrebbe essere un falso come quello che aveva tentato di fare al concorso. E non è una cosa da poco. Ma oggi è Natale e bisogna essere buoni, e io lo assolvo. 

venerdì 23 dicembre 2011

l'avevamo previsto ...

Eccoci qua! Come avevo previsto nei post precedenti, la Regione Calabria sta concludendo il suo iter nell’acquisizione di Ferrovie della Calabria. 
Però, a pensarci bene non è neanche come avevo previsto.
E no, qua la cosa è stata fatta con più intraprendenza e ingegnosità. 
Invece di acquisire la società Ferrovie della Calabria S.r.l., a titolo gratuito, si sono finalmente impossessati del suo patrimonio.
Certo, lo hanno fatto perché la legge glielo ha permesso, ma quello che mi sgomenta è che vanno dichiarando che la vendita dell’enorme patrimonio infrastrutturale non essenziale all’esercizio ferroviario servirà per fornire nuovi servizi alla popolazione calabrese. 
Giusto, fanno bene, si fa così.
Però, mi chiedo: non è che nel dire questa mezza verità intendevano dire per “servizi ai calabresi” tutto tranne che i servizi ferroviari ed automobilistici di FdC?  
Ma come? 
Queste risorse non dovrebbero servire a migliorare il tracciato ferroviario Cosenza-Catanzaro che fa acqua da tutte le parti? 
Non potrebbero servire ad ammodernare e riaprire le ferrovie taurensi e a ridare dignità e lavoro a tanti lavoratori, con le loro famiglie, che là prestavano servizio?  
Non dovrebbero servire a riaprire e ammodernare il tracciato silano che ha enormi potenzialità turistiche?
Non dovrebbero servire ad acquistare nuovi rotabili ferroviari ed automobilistici? 
Non dovrebbero servire a rendere di qualità i servizi resi da FdC?
Ed allora alcune domande ci dovrebbero sorgere spontanee: 
ma i debiti che la Regione Calabria ha con Ferrovie della Calabria, come pensa di onorarli? 
Ma la crisi che sta avendo la società Ferrovie della Calabria non l’hanno aperta loro con l’annullamento della famosa delibera? 
Ma la società Ferrovie della Calabria allora aveva delle enormi potenzialità se gli venivano riconosciuti i crediti e gli avessero fatto alienare i beni reinvestendo il ricavato? 
E se c’erano tante risorse perché i dipendenti sono stati costretti ad un ridimensionamento dello stipendio e a un inasprimento delle condizioni di lavoro specialmente per il personale viaggiante?  
Proviamo a rispondere a queste domande, e se troveremo una risposta forse potremo cominciare davvero un anno nuovo.

mercoledì 21 dicembre 2011

si, sono equi ...

Alcuni giorni fa, alla notizia che sarebbero cambiate le regole per andare in pensione e che l’azienda Italia tramite il suo presidente del CdA avrebbe obbligato il lavoratore a rimanere in servizio fino a 68 anni, la prima cosa che ci siamo chiesti era: ma perché mai le aziende private avrebbero dovuto accettare che un loro dipendente, che aveva maturato i requisiti alla pensione e che quindi avrebbe consentito specialmente di questi tempi alla riduzione del personale senza colpo ferire, doveva rimanere in servizio gravando sulle loro finanze e non su quelle dell’Inps?
Che lo potesse fare l’azienda Italia per i dipendenti pubblici ci poteva pure stare, perché in fin dei conti pagare un lavoratore come azienda Italia o Inps sarebbe cambiato poco, cioè, non proprio poco visto che il lavoratore rimanendo in servizio avrebbe continuato con il blocco del turn-over e avrebbe continuato a versare i contributi. Ma perché le aziende private, perché avrebbero dovuto farlo loro, come obbligarle?  
A questa domanda ci siamo risposti subito che Confindustria lo avrebbe concesso solo ed esclusivamente se sarebbe stato concesso loro di potere licenziare facilmente.
Ma certo, solo così lo avrebbero accettato, e infatti così si sta cercando di fare.
Si sta cercando di scardinare l’ultimo baluardo dei lavoratori, e per essere equi (finalmente si sta capendo il significato della locuzione “essere equi”) il consiglio di amministrazione di azienda Italia vuole poter licenziare anche i dipendenti pubblici, proprio per mettere sullo stesso piano i dipendenti pubblici con quelli del settore privato.
Così avremo magari chi ha 35/40 di lavoro e se licenziato non potrà avere diritto alla pensione, non avrà più un lavoro, ma sarà utile alla salvezza dell’azienda Italia e sarà equo nei confronti degli altri.
Si si, c’è equità, perché adesso saranno sullo stesso piano i disoccupati, i precari e i lavoratori.
Quindi, la soluzione per del CdA di azienda Italia è che invece di fare lavorare i disoccupati e stabilizzare i precari, faranno perdere il lavoro agli occupati.
Più equi di così? 

sabato 17 dicembre 2011

vanity fair ...

È  del tutto incredibile che alcuni pseudo sindacalisti si autocelebrano per nascondere la realtà e le loro incapacità.
In questo post pubblico il numero 0 del giornalino dell’USB, che traccia bene la cronistoria della vertenza di Ferrovie della Calabria.
Nell’articolo si legge che la cessione del comparto su gomma fu un bluff messo in campo dall’azienda (e di sicuro con la partecipazione di qualche sindacalista della triplice ma non di certo delle mezzecartucce che invece li hanno legittimati) per costringere all’accordo poi realizzato.
Infatti, è di qualche giorno fa la notizia che l’azienda sta cominciando ad informare il sindacato che ha intenzione (con il permesso della regione ovviamente) di sopprimere il servizio su gomma che è in concorrenza con il ferro.
Questo, a mio semplice parere, non è altro che il preludio alla cessione/privatizzazione del servizio su gomma, ma che non mette al riparo neanche il settore ferrato viste le intenzioni del governo sulle liberalizzazioni.
Ma, meno male che ci sono certi sindacalisti a difenderci e che ci mettono il cervello e la faccia per fare questo.
Però, a pensarci bene forse è meglio che si mettano a dormire per un po’, poi cercheremo di spiegargli ciò che è successo.
Ad maiora!




venerdì 16 dicembre 2011

per sempre pinocchi ...

... thò!? riappaiono i tagli nel trasporto pubblico locale.

i pinocchi della regione calabria, attraverso la commissione bilancio, effettueranno un taglio di 18 mln di euro, circa il 20% ;-), sui fondi del trasporto pubblico locale in Calabria.
adesso ci aspettiamo una conferenza stampa di Scopelliti, accompagnato dal suo staff, dove ci dirà che ha salvato il TPL in Calabria, e tutti applaudiranno!!

lunedì 5 dicembre 2011

visite fiscali...


La Direzione Generale dell’INPS con la circolare n. 150 ha diramato alle proprie sedi e quindi anche ai medici di controllo in esse operanti le necessarie istruzioni operative riguardanti le nuove modalità di redazione e trasmissione dei verbali relativi alle “visite fiscali”.
In particolare, l’Istituto previdenziale con la nota in questione ha evidenziato che grazie all’adozione di un sistema di “Data Mining“, oltre ad individuare i certificati che “suggeriscono” l’invio della visita di controllo, è possibile appurare, in tempo reale, l’esito del controllo medesimo sullo stato di malattia sia su iniziativa dell’INPS che del datore di lavoro, compresi i casi di accertamento domiciliare richiesto tramite il sito internet dell’Istituto.
La Direzione Generale dell’INPS, al fine di ottimizzare tale procedura telematica, è in procinto di dotare i medici di controllo di appositi computer portatili per consentire la tempestiva redazione del “verbale informatico” presso il domicilio del lavoratore e la successiva trasmissione in tempo reale del medesimo documento presso i servizi informatici dell’Istituto. I medici saranno dotati anche di un’apposita stampante portatile per fornire al lavoratore le previste copie del verbale. In tal modo, l’esito della visita risulterà immediatamente disponibile per le attività di competenza dell’INPS e verrà reso contestualmente accessibile anche al datore di lavoro richiedente.