mercoledì 30 novembre 2011

arrestati giudice e politico...

...favorirono clan della 'ndrangheta.

MILANO – 30 novembre 2011: Una decina di provvedimenti cautelari tra i quali l'arresto di un giudice del Tribunale di Reggio Calabria, Vincenzo Giuseppe Giglio, e Francesco Morelli, consigliere regionale pdl della Calabria, sono stati eseguiti nell'ambito di un filone dell'inchiesta sul clan Valle-Lampada.
Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio, arrestato nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano, è presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. L'accusa è corruzione, favoreggiamento, rivelazione del segreto d'ufficio con l'aggravante di aver agevolato le attività della 'ndrangheta.
Francesco Morelli (Pdl) rappresenterebbe l'anello di collegamento tra i clan e gli ambienti politici nazionali.
Nell'inchiesta della Dda di Milano è stato arrestato anche il maresciallo capo della Guardia di Finanza, Luigi Mongelli, per corruzione.
Tra le persone arrestate l'avvocato Vincenzo Minasi, penalista, difensore di Maria Valle, la figlia del capo clan, e Vincenzo Giglio, medico a Reggio Calabria e cugino del giudice arrestato.
15 MESI FA OPERAZIONE CONGIUNTA REGGIO-MILANO  - L'operazione odierna è un seguito delle indagini congiunte della Dda di Reggio Calabria e di Milano ma tecnicamente non può definirsi un seguito delle maxioperazioni del luglio 2010 che portarono in carcere centinaia di persone tra Calabria e Lombardia, delineando il quadro delle alleanze e del comando a Milano e a Reggio. Quelle due operazioni - denominate Crimine ed Infinito - scaturite da due diverse ordinanze di custodia cautelare hanno già portato a dibattimenti (a Milano si è concluso con pesantissime condanne una settimana fa), rinvii a giudizio, patteggiamenti, e suggellò il rapporto di collaborazione tra i due uffici giudiziari, impegnati in prima linea nel delineare l'allargamento delle cosche mafiose calabresi fuori regione e soprattutto in Lombardia. L'operazione odierna è il seguito di quelle indagini congiunte.
MORELLI PRESIDENTE COMMISSIONE BILANCIO REGIONE  - Franco Morelli, il consigliere regionale della Calabria arrestato stamani nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano, è il presidente della Commissione consiliare Bilancio, programmazione economica ed attività produttive. Nato a San Benedetto Ullano (Cosenza) nel 1958, sposato con due figli, è stato capo di gabinetto nella giunta regionale di centrodestra guidata da Giuseppe Chiaravalloti, dal 2000 al 2005. Ha partecipato attivamente alla costituzione e promozione di "Area", la rivista della Destra sociale ed attualmente, come scrive sulla biografia nel suo sito internet, è tra i più impegnati promotori per la costituzione dei "Circoli della Nuova Italia" ispirati e promossi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alle ultime elezioni regionali dello scorso anno è stato eletto, nella lista del Pdl con 13.671 preferenze nella circoscrizione di Cosenza. Nella passata legislatura è stato presidente della Commissione speciale di vigilanza, vicepresidente della commissione Affari istituzionali e affari generali e componente degli Istituti regionali ricerca e aggiornamenti educativi presso il Ministero della Pubblica istruzione. Agli inizi degli anni Novanta, da direttore generale di Europa occupazione - Impresa e solidarietà della Fondazione Cassa Risparmio di Roma ha contribuito all'elaborazione del primo Accordo di programma quadro in Italia del settore con i Ministeri del Tesoro e dell'Industria.

domenica 27 novembre 2011

corsi e ricorsi della storia...

Anni fa, sotto la gestione FS di Ferrovie della Calabria, i sindacalisti di allora, alcuni ancora presenti, ci dicevano che bisognava stare a sentire la gestione perché le cose andavano male e bisognava fare un accordo.
Lo dissero con una tale credibilità che non lasciava spazio a nessuna interpretazione e, con amarezza e dispiacere, si acconsentì tutti ad una ristrutturazione aziendale ed all'annullamento dello straordinario a fronte della costruzione di una indennità che sommata all’indennità di presenza andava a costituire la nuova indennità di presenza.
Ritornati dalla trattativa, i sindacalisti spiegarono l’accordo e convinsero i lavoratori che era un bell’accordo.
Il problema fu, però, che sia loro che la gestione si accorsero che per il personale viaggiante (conducenti, macchinisti e capitreno), l’accordo non permetteva così tanto recupero. 
Ritornarono allora in sede di trattativa e decisero di eliminare per loro (conducenti, macchinisti e capitreno) la vecchia indennità di presenza, con un meccanismo contorto che però ottenne anche il risultato di confondere i lavoratori che non si accorsero della modifica.
Anni dopo, a un lavoratore-sindacalista venne l’idea di leggere per bene l’accordo e si accorse del "PASTICCIO" perpetrato nei confronti dei lavoratori, non tanto da parte dell’azienda, che dopotutto faceva il suo mestiere, ma soprattutto da parte di quei sindacalisti che ne avrebbero dovuto difendere i diritti.
L’intuizione di quel lavoratore-sindacalista venne sposata subito dai suoi amici e illustrata ad una gentile avvocatessa che ne produsse ricorso per poi intentare causa all'azienda. Una causa che fu bocciata in prima istanza dal giudice di merito, ma che fu vittoriosa nel processo di appello, dove i tre giudici giudicanti, nella sentenza di secondo grado non solo bacchettano l’azienda per avere, nell’accordo di che trattasi, scritto una cosa e fatta un’altra, ma redarguiscono il giudice di prima istanza per non avere letto, e quindi interpretato bene, le carte, dando implicitamente ragione ai nuovi rappresentanti sindacali che si sono avveduti dell’errore commesso dall’azienda.
I nuovi rappresentanti sindacali citati nella sentenza della Corte di Appello sono Mario Pescatore, Enrico Turco e Pietro Rota.
Chi invece non ha rappresentato bene i lavoratori sono i sindacalisti estensori dell’accordo che hanno scritto una cosa e fattane un’altra.
La cosa triste, invece, è che taluni di questi sindacalisti sono ancora in carica e pretendono ancora credibilità da parte dei lavoratori redigendo accordi a perdere in azienda.
Ed ora come allora non ci manca la voce per denunciare "l’incompetenza" che hanno dimostrato questi personaggi, perché le cose si ripetono come nei corsi e ricorsi della storia.

l'accordo è quello del c.d. NIP, questa è la sentenza:

































































venerdì 18 novembre 2011

per qualcuno che è andato in pensione....

...c'è ancora tempo!!!

ATM MESSINA: I NOMI DI TUTTE LE PERSONE ARRESTATE PER TRUFFA
Messina, 18/11/2011 - Nella mattinata odierna, all’esito di un’articolata attività investigativa, avviata nel 2008, personale del Nucleo Investigativo e del Nucleo Radiomobile del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 5 tra Dirigenti e Funzionari dell’A.T.M. (Azienda Trasporti Messina) che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo peloritano, i quali sono stati posti agli arresti domiciliari.
I predetti, ai quali vengono contestate una serie di ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di truffa in danno di un ente pubblico, sono stati in particolare ritenuti responsabili, a vario titolo:
- di avere indotto in errore la Regione Siciliana affinché erogasse all’ATM, in misura superiore al dovuto, un contributo pubblico, denominato “contributo d’esercizio” e quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica effettuata;
- di aver indotto in errore l’Agenzia delle Dogane, ottenendo così un rimborso maggiorato dell’accisa sul carburante consumato, quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica falsamente attestata.
Dalle complesse attività investigative svolte dai Carabinieri di Messina e dirette dalla Procura della Repubblica, è emerso che, in entrambi i casi, nel periodo 2003-2007 oggetto degli accertamenti:
- l’ingiusto profitto, così procurato all’Azienda, sarebbe stato utilizzato al fine di pagare alla maggioranza dei dipendenti una serie di emolumenti aggiuntivi, ovvero un numero spropositato di ore di straordinario e l’indennità mensile denominata “premio corse”, in quest’ultimo caso pur senza aver raggiunto in molte circostanze la percentuale di corse effettive rispetto a quelle previste necessaria per averne titolo;
- si sarebbe ricorsi ad artifizi e raggiri, tra cui la trasmissione di consuntivi chilometrici gonfiati, l’indicazione della lunghezza di alcune corse in misura superiore a quella reale, la contabilizzazione di corse previste ma non effettuate, l’omissione della riparazione dei contachilometri di diversi mezzi e la conseguente attestazione dell’impossibilità di quantificare con esattezza le percorrenze effettive a causa del mancato funzionamento dei predetti contachilometri e dell’impossibilità di ripararli.
Nel medesimo procedimento risultano altresì indagate, in stato di libertà, anche altre 17 persone, che prestano o hanno prestato lavoro alle dipendenze dell’ATM. Del resto, l’articolata dinamica fraudolenta posta in luce dalle indagini, per come è apparsa strutturata, ha verosimilmente richiesto la cooperazione di un rilevante numero di dipendenti dell’azienda.
Ad alcuni degli indagati viene inoltre contestata un’ulteriore ipotesi di truffa, concretizzatasi nella falsa attestazione della propria presenza sul luogo di lavoro e nella conseguente indebita percezione degli emolumenti corrisposti in ordine ai periodi in questione.
Di seguito, si riportano i nominativi dei soggetti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari:

- CONTE Claudio, cl. 1956, Direttore Generale;
- ORLANDO Salvatore, cl. 1952, responsabile esercizio gommato;
- LAMPI Giuseppe, cl. 1964, responsabile Ufficio CED paghe;
- LISA Francesco, cl. 1955, coordinatore di esercizio;
- ENEA Bartolo, cl. 1951, coordinatore di esercizio .

mercoledì 16 novembre 2011

governo monti...



al ministero delle infrastrutture Passera....
...speriamo che non facciano volare gli uccelli padulo!!

venerdì 11 novembre 2011

amici al bar...


Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in piu'
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondita'
di anarchia e poi di liberta'
tra un bicchier di coca ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche' e
proponevi i tuoi faro'
Eravamo tre amici al bar
uno si e' impiegato in una banca
si puo' fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno a casa
si parlava in tutta onesta'
di individui e solidarieta'
tra un bicchier di vino ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi pero'.
Eravamo due amici al bar
uno e' andato con la donna al mare
i piu' forti pero' siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacita'
di speranze e possibilita'
tra un bicchier di whisky ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi sara'.
Son rimasto io da solo al bar
gli altri sono tutti quanti a casa
e quest'oggi poi verso le tre
son venuti quattro ragazzini
son seduti li vicino a me
con davanti due coche e due caffe'
li sentivo chiacchierare
han deciso di cambiare
tutto questo mondo che non va.
Sono qui con quattro amici al bar
che hanno voglia di cambiare il mondo
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai

mercoledì 9 novembre 2011

rewind...

riavvolgiamo la storia, riavvolgiamo il nostro destino, 
ricominciamo daccapo,
riappropriamoci della nostra vita!!



venerdì 4 novembre 2011

Operazione Marketing...

sottotitolo
(come conquistare il tuo Cliente con le tecniche e le strategie dei "grandi" venditori...)

ovvero,
come trasformare un fallimento in successo.

La querelle che ha tenuto con il fiato sospeso la regione Calabria in merito ai debiti contratti con Ferrovie della Calabria (con la partecipazione dei governi di destra e di sinistra), è cominciata a dicembre 2010 (ma no, è cominciata molto ma molto prima) quando FdC mise sul mercato le quote societarie detenute nelle S.r.l. di Fersav e Ferloc.
A gennaio 2011, invece, FdC presentò un piano strategico delle attività alle organizzazioni sindacali (si seppe poi che era il piano A) per il recupero di 8,5 mln di euro di corrispettivi annuali in meno, nel quale erano previste più o meno le cose che furono concordate il 17 ottobre successivo.
Il piano fu bocciato da tutti i sindacati perché considerato “irricevibile”, secondo il loro pensiero di allora, in quanto conteneva troppi tagli per il personale, mentre invece si poteva e si doveva solo incidere sugli sprechi che il management aziendale aveva fatto con una politica di pasticci e che anzi, per questo motivo, si sarebbe dovuto dimettere.
La cosa continuò senza che una idea o una proposta venisse dal sindacato trattante, tanto che FdC, per uscire dall’empasse, prese la decisione di disdire gli accordi di secondo livello, che solo grazie ad un’azione spontanea (?) dei lavoratori tale decisione venne sospesa.
Ma nel contempo l’USTIF sospese l’esercizio per le ferrovie taurensi (chiusura prevista fra l’altro nel piano A) e subito dopo FdC comunicò che aveva deciso di mettere in esubero 56 lavoratori dei vari servizi e di licenziare i 15 Operatori di esercizio con contratto a tempo determinato.
Il sindacato trattante, riunitosi in una sorta di governo istituzionale e avendo così dimostrato grande lungimiranza, si sedette subito al tavolo (con il mandato dei lavoratori, ovviamente) e si accordò per licenziare 56 lavoratori vicino alla pensione, senza potere fare nulla per i 15 contratti a termine. Il tutto accadde a fine luglio.
Ma non bastò a FdC e, con una mossa che il sindacato non si aspettava (?), incassato l’accordo che licenziò 56+15 lavoratori e modificò in peggio le regole per la formulazione dei turni per gli operatori di esercizio, di concerto con il ministero e la regione Calabria presentò il piano B che prevedeva la cessione del settore automobilistico con la conseguente determinazione di un’ulteriore esubero di personale.
Un’altra azione spontanea (questa volta davvero spontanea e di grande impatto) riuscì a ottenere un tavolo di trattativa con gli attori principali della vertenza (sindacati-FdC-regione), relegando a semplici comparse i lavoratori, ma evidenziando però il sospetto che l’azione spontanea fu invece un’azione pilotata.
La prova provata di quell’azione pilotata è che gli attori principali si sono accordati su quello che a gennaio 2011 fu presentato come il piano A e a nulla è servita la confessione e dichiarazione dell’allora sottosegretario On. Misiti circa gli 86+22 mln di euro di debiti che la regione Calabria ha nei confronti di Ferrovie della Calabria.
Oggi, dopo il referendum che ha sancito il si all’accordo (il piano A) il sindacato trattante grida alla vittoria perché si è fatti un passo avanti, infatti la regione può tirare un sospiro di sollievo. e i lavoratori?
È proprio vero:
quando cerchi di vendere qualcosa, parti dal prezzo più alto e parla del prodotto prima di abbassare il prezzo.
Per esempio, se vendi una macchina a un prezzo stracciato, non farlo sapere subito.

martedì 1 novembre 2011

scandalo intercettazioni...

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche arrivano puntuali le intimidazioni.
Una busta contenente una lettera di minacce è stata recapitata alla redazione del Blog ferroviealternative.blogspot.com
L'episodio, commenta uno degli autori del blog "si inquadra certamente nel clima politico e nella tensione che si sta vivendo e che sembra una vera e propria caccia al nemico da abbattere – conclude - piuttosto che una sana competizione politica".

Non è la prima lettera di minacce che viene inviata contro la redazione del Blog e la redazione sta valutando di consegnare la busta alle forze dell’ordine, ma sappiano i vari minacciatori, che non ci faremo intimidire da personaggi ambigui e loro si delatori, che con acredine e malignità pensano di fare sindacato.


Perché nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!




questa è la lettera di minacce...