venerdì 26 agosto 2011

risultati...

La strepitosa strategia che i sindacati trattanti hanno messo in campo dal gennaio u.s. per combattere la madre di tutte le vertenze in Ferrovie della Calabria, sta producendo i suoi risultati.
Così è scritto nei documenti autocelebrativi che queste O.S. stanno distribuendo fra il personale di FdC dopo l’incontro che hanno avuto alla Regione Calabria con il secondo attore importante della vertenza (1° attore Ministero Trasporti, 2° attore Regione Calabria, 3° attore FdC, 1° comparsa sindacati trattanti).
Questi sindacalisti si sono elogiati tanto che ci è venuta la curiosità di rappresentare le loro conquiste nei probabili scenari che da qui a poco potranno accadere.
Innanzi tutto con la loro strategia non solo non stanno riuscendo ad unificare FdC con Fersav e Ferloc, ma addirittura  sono riusciti finalmente a dividere di fatto il ramo gommato dal ramo ferroviario.

e allora, se sei del ramo automobilistico, ti potrebbe succedere:

1)      rimani alle FdC? avrai:
a)      salario abbassato (senza eras A/ eras B - ticket);
b)      regole per i turni (già) modificate in peggio;
c)      esubero personale;
d)      chiusura totale e definitiva delle Taurensi e Silane.

2)      Passi all’AMACO o AMC o PPM o a piacere per le pertinenze delle altre provincie? avrai:
a)      salario abbassato (senza eras A/eras B - ticket);
b)      regole per i turni (già) modificate in peggio;
c)      esubero personale;
d)      possibile apertura ai privati delle ex municipalizzate;
e)      chiusura linee Taurensi e Silane ormai di pertinenza FdC.

3)      Passi ad una società a carattere provinciale formata insieme ad altre aziende di Tpl? avrai:
a)      salario abbassato (senza eras A/eras B - ticket);
b)      regole per i turni (già) modificate in peggio;
c)       esubero personale;
d)      chiusura linee Taurensi e Silane ormai di pertinenza FdC.

4)      La Regione si riprende le concessioni e le rilascia tramite probabile gara? avrai:
a)      salario abbassato (senza eras A/eras B - ticket);
b)      regole per i turni (già) modificate in peggio;
c)       esubero personale;
d)      chiusura linee Taurensi e Silane ormai di pertinenza FdC.

Se invece sei del ramo ferroviario, ti potrebbe succedere:

1)  Rimani in FdC, avrai:

a)    salario abbassato (senza eras A/eras B - ticket);
b)    regole per i turni modificate in peggio;
c)    esubero personale;
d)    chiusura delle linee Taurensi e Silane.

Vorrei tanto, ma tanto, ma tanto, sbagliarmi. Ma nutro dubbi seri che io stavolta possa sbagliarmi.



domenica 21 agosto 2011

l'arca di noé ...

chiunque si siede davanti al televisore e vede qualsiasi telegiornale (di destra o di sinistra), o legge i giornali (di destra o di sinistra), o meglio ancora se si informa sui canali di internet, sa che c’è una recessione mondiale dovuta in speciale modo alla speculazione della finanza (creativa dirà qualcuno) e, nella nostra nazione, una regressione sottaciuta in Italia già da qualche anno, o per non avere percepito (i nostri politici) quanto di vero c’era nei segnali mondiali di sofferenza economica dei paesi industrializzati.
Ormai c’è ed esiste quindi in Europa uno scollamento fra i diritti sanciti e costruiti dal dopoguerra in poi in tutti questi anni di sviluppo culturale ed emancipato e la possibilità economica per potere sostenere quanto ciò.
Ed è su quello che vorrei soffermarmi per commentare i contenuti della dichiarazione di sciopero che quasi tutti i sindacati di categoria hanno fatto a Ferrovie della Calabria per il 26 agosto 2011.
È chiaro che la comunicazione di FdC di dismettere i servizi su gomma non poteva che avere come contraccolpo una mobilitazione generale per attenzionare tutto il mondo politico su quello che sta succedendo nel trasporto pubblico calabrese ed in special modo sulla sua più grande azienda di Tpl, ma che addirittura si potesse rilanciare chiedendo la riapertura della tratta silana e della tratta taurense mi è parso eccessivo e anacronistico. A questo punto mi chiedo: è possibile che qualcuno non abbia informato questi sindacalisti su quanto sta succedendo nel tpl, e non solo, nelle altre regioni italiane? E a gennaio, quando fu presentato la prima volta il piano strategico straordinario da parte di FdC, non avevano capito che si stavano infilando in un tunnel senza uscita?)
No, non che mi dispiacerebbe una probabile riapertura di quelle tratte, ma la ritengo una ostentazione di demagogia pura in questo contesto economico, buona solo per arringare i lavoratori inerti e sperduti ad una crociata persa in partenza.
Quindi, se, come asserivo all’inizio, c’è uno scollamento fra quello che riteniamo giusto o quello che si dovrebbe avere in base a diritti riconosciuti e sacrosanti e le risicate e litigate risorse economiche, questo è il momento di fare delle scelte, e mi pare che non trattenere in servizio chi oggi ha i requisiti per potere andare in pensione possa essere la scelta giusta, a fronte del rischio, come purtroppo è già successo, di compromettere la sicurezza e il salario dei più giovani; così come mi pare inevitabile, secondo questo contesto economico, non insistere sul restauro di una tratta ferrata come quella della Sila senza che ci possa essere un reale rendimento in termini di Tpl, perché purtroppo paga la sua nascita in altri tempi e con un percorso adesso buono solo per servizi turistici, che potrebbe sicuramente avere le sue potenzialità, ma ahimè adesso senza risorse economiche disponibili. Bisognava magari farlo prima, ma non lo si è fatto.
Capitolo a parte invece merita la tratta Taurense, che ha bisogno di ingenti finanziamenti per la sua restaurazione, cioè quantomeno per la sua messa a norma. Dove si possono trovare queste ingenti somme? Anche qui bisogna fare delle scelte, ma purtroppo un territorio inebriato da un ponte da costruire su un corridoio che l’Europa ormai non ritiene più necessario, la dice lunga sullo stato di cose. Come si può chiedere finanziamenti per la riapertura delle linee Taurensi quando politici e sindacalisti calabresi si ostinano a non vedere il disastro che c’è in Calabria? Sarebbe stato meglio dirottare le risorse destinate al ponte sullo stretto alla costruzione della linea ad alta velocità sul tirreno, all’ammodernamento della linea jonica  ed alle infrastrutture che in Calabria mancano appunto in modo strutturale, ancora di più oggi visto che le risorse messe in campo saranno solo italiane dal momento in cui l’Europa ha deciso di dirottare il corridoio da Berlino-Napoli-Palermo a Berlino-Napoli-Bari-Mar Nero.
Non impegnarsi contro l’abbandono del territorio da parte di Ferrovie dello Stato S.p.a. l’abbiamo pagato con l’arretramento del Porto di Gioia Tauro costretto al solo transhipment.
Una domanda però vorrei farla ai sostenitori del ponte sullo stretto: come farà l’Europa adesso che ha variato l’itinerario del corridoio 1 senza un ponte da Bari per l’Albania? 
È strano, si è capaci di giustificare l’acquisto di un bel cappotto con la scusa del freddo e camminare sotto la pioggia con i buchi sotto le scarpe facendo finta di niente.
Una riflessione questi sindacalisti di categoria dovranno pur farla: questi governi (nazionale e regionale) stanno chiudendo gli ospedali, le provincie, i comuni, le prefetture, i comandi provinciali delle forze dell’ordine, vuoi che non chiudano anche la strada ferrata di Gioia Tauro? Allora bisognerebbe che la vertenza di Ferrovie della Calabria passasse direttamente alla trattativa confederale, in modo che la realtà sovrasti l’incompetenza e la superficialità, ma anche per fare assumere responsabilità finora sottaciute.

martedì 9 agosto 2011

sindacalisti moderni ...

Domani quasi tutti i sindacati si ritroveranno a Lamezia per analizzare la rinuncia ai servizi su gomma che Ferrovie della Calabria gli ha comunicato.
Sono gli stessi sindacalisti che in pompa magna a gennaio hanno rigettato bollandolo come irricevibile il piano straordinario che FdC gli aveva presentato per uscire dalla crisi.
Sicuramente nessuno di loro ammetterà il fallimento della strategia che avevano messo in campo.
Nessuno ammetterà che hanno portato i lavoratori di FdC allo sbando e a una crisi che determinerà la loro perdita di identità.
Si cingeranno su se stessi e si autoassolveranno dando la colpa a tutti tranne che a loro.
Per ammissione della stessa società FdC, a dicembre il Cda si diede due piani strategici, quello A e quello B.
Quello A meno traumatico dei due, ma che al tempo stesso prevedeva la chiusura della linea ferrata di Gioia T., il licenziamento di 140 unità lavorative, la rimodulazione dei turni di servizio e la decurtazione delle indennità di secondo livello mediante rimodulazione delle stesse per recuperare un gap di 8,5 ml di € annuali.
A quel piano il sindacato, come ho detto, disse di no e dopo circa 8 mesi con le seguenti conseguenze: chiusura della tratta ferrata di Gioia T. da parte dell’USTIF, rimodulazione dei turni degli Operatori di esercizio, il licenziamento di 15 Operatori di esercizio con contratto determinato, la messa in esubero di 56 lavoratori e l’aumento dei debiti.
Così facendo hanno consentito alla società di presentare il piano B che rispetto al primo è più rovinoso e distruttivo, in quanto per il ramo automobilistico consiste nella rinuncia da parte di FdC dei km/bus assegnati dal disciplinare e per il ramo ferroviario un piano ancora tutto da scoprire.
È probabile che da parte del Ministero, della Regione e della società non ci sia mai stata l’intenzione di procedere con il piano A, ma loro glielo hanno concesso per poca intelligenza, mancanza di lungimiranza, mancanza di assunzione di responsabilità, aprendo la strada al piano B in modo scientifico a quanto sperato  dalla politica dall'inizio.
Adesso quale soluzione? quella di passare alle municipalizzate con il personale ridotto, l’inasprimento dei criteri sui turni e la decurtazione del salario, o passare ad una società provinciale con il personale ridotto, l’inasprimento dei criteri sui turni e la decurtazione del salario?

lunedì 8 agosto 2011

rewind...


purtroppo era vero, quasi tutti i sindacati lo sapevano ufficialmente già da giovedì 4 agosto u.s., e come un rewind ritorna indietro la procedura sulla 223/91, che in questo caso riguarderebbe circa 100/120 lavoratori (e i 56+15 già individuati?).





sabato 6 agosto 2011

rumors

Sempre più ripetutamente voci trapelate darebbero come imminente la comunicazione alla rinuncia dei servizi su gomma che Ferrovie della Calabria stia per fare alla società consortile COMETRA ed alla Regione Calabria.
La notizia se fosse confermata (ma è certa al 99,99%) metterebbe più di 500 lavoratori in stato di crisi, più di quanto già non lo fossero. Una tragedia, peraltro già annunciata (vedi post di luglio “burattini, marionette, pinocchi”).
ci si chiede: a cosa è servito l’accordo del 27 luglio sul personale in esubero se adesso ad essere in esubero sarà una metà dell’azienda? Strategie aziendali, dirà qualcuno, e allora quei boccaloni di sindacalisti a cosa pensavano? Di certo mi viene da pensare che l’unica cosa per cui è servito quell’accordo è la modifica dei criteri di formulazione dei turni degli Operatori di esercizio, che ha visto un peggioramento delle sue condizioni di lavoro immolate alla logica della produttività.
E già, annunciata si diceva, perché la cosa camminava parallelamente alle trattative tra sindacato ed FdC sul piano strategico che hanno portato conseguentemente alla 223 (bella strategia).
Ed allora ci è tutto chiaro: la strategia del sindacato è stata quella di fare passare il personale di guida alle dipendenze delle municipalizzate con un orario di lavoro maggiorato, nastro di lavoro più lungo, numero di riprese aumentate, il tutto condito da mansioni aggiuntive che, a detta loro (azienda e sindacato), così l'Operatore di esercizio sarà più produttivo.
Bella strategia a favore degli Operatori di esercizio. Aspettiamoci adesso la decurtazione del salario.
  

venerdì 5 agosto 2011

il concorso...

giorno 03-8-2011 sulle pagine de “il quotidiano della calabria”, ho avuto il piacere di leggere “l’intervento” del segretario generale della filt-cgil calabrese Nino Costantino, che commentava sulla situazione generale del trasporto pubblico, sulle cause che lo hanno portato alle sofferenze del momento ma anche e soprattutto faceva riferimento alle esternazioni del Consigliere Regionale delegato ai trasporti on. Orsomarso.
Tutto condivisibile e drammaticamente veritiero, ma ahimè con una piccola, ma significante, inesattezza che purtroppo lo accomuna all’on. Orsomarso, quando anche lui si ostina a sostenere che non c’era bisogno del concorso di autisti in FdC e che addirittura per opporsi ad esso la sua organizzazione ricorse all’art. 700.
Forse il Seg. Reg. della Filt non si è reso conto che la realizzazione del concorso è stata l’epilogo all’art. 700 ed ha forse per questo omesso di chiarire su cosa era giustificata l’opposizione al concorso. Io so solo che, sia prima che dopo la sentenza, la sua organizzazione ha continuato a concordare il fabbisogno organico del personale di guida delle società FdC, Fersav e Ferloc in base all’offerta commerciale riveniente dai km/bus che la società consortile Cometra tramite il contratto di servizio che stipula con la Regione Calabria attribuisce a loro, km/bus che si trasformano in turni di servizio comprensivi della disponibilità di personale in base alla L.R. 18/2001 che allora certificò un sotto organico di personale di guida per le società del gruppo (FdC-Fersav-Ferloc).
Solo successivamente e con la decurtazione del 2,8% dei km/bus da parte della Regione Calabria e con la rimodulazione dei criteri sulla formulazione dei turni del personale di guida di Ferrovie della Calabria, concordata anche dalla filt-cgil e peraltro cosa non gradita dal personale di guida tutto, si è verificato l’esubero attuale e solo in FdC, mentre invece la decurtazione di km/bus per il 2,8%  su una produzione certamente più piccola e la non rimodulazione dei criteri di formulazione dei turni di guida in Fersav e Ferloc non ha creato la necessità di riduzione di personale, forse perché già ampiamente sotto organico come documentato dalle proteste giornaliere del personale di guida che lamenta l’impossibilità di usufruire di giornate regolari di congedo per condurre una vita sociale “normale”, così come giustamente si auspica anche il segr. Gene. Costantino.
Tanto è che solo i 15 Operatori di esercizio assunti in FdC, che sono meno della metà di quelli assunti in Fersav e Ferloc, sono stati coinvolti nell’evento finanziario negativo e che a causa dei tagli governativi (sia regionali che nazionali) non hanno avuto il rinnovo del contratto, peraltro in una situazione kafkiana perché pagano lo scotto di uno scontro generazionale alimentato da un governo che favorisce il mantenimento in servizio di chi invece avrebbe i requisiti per andare in pensione, il tutto irrorato da una mancata assunzione di responsabilità nelle politiche di occupazione giovanile da parte di tutti i sindacalisti regionali.
Io sono stato un fermo  sostenitore del concorso che ha fornito Operatori di esercizio per FdC, Fersav e Ferloc, convinto che sui diritti dei lavoratori, in quel caso operatori di esercizio, e sulle politiche occupazionali giovanili val la pena combattere, non filosofeggiare, e resto ancorché convinto che il sindacato debba controllare che il tutto si svolga in modo che “tutti” abbiano le stesse opportunità.