sabato 30 luglio 2011

abbindolati...


 ... sotto il sole di fine luglio travolti da un insolito destino?


Eppure non lo avrei mai immaginato che autorevoli esponenti sindacali con anni ed anni di esperienze sulle spalle potessero così, in modo dilettantistico, firmare un accordo che implicitamente racchiude posizioni aziendali prima avversate e spregiudicatamente ostentate riscuotendo consensi e successi ed ora accettate supinamente con nonchalance (potete leggere il verbale di riunione sindacale n.2 del 27 luglio 2011 nella pagina dedicata).
Sarà, ma a me pare che o ci sia impreparazione sottoforma di incompetenza (non credo sia inesperienza), o ci sia inganno, falsità, raggiro, perché a distanza di tanti anni di esperienza i nostri sindacalisti lasciano all’azienda la possibilità di concordare quanto gli interessa e mettono sottoforma di richiesta tutte le altre cose, come dire: lui mi prendeva a schiaffi ma… io gliene ho detto quattro.
Peraltro, non considerando i nostri sindacalisti che avevano a che fare con un estensore di verbale che, a quanto leggo, fa parte di un importante studio legale del sud specializzato in questioni di lavoro del tpl e che in tutta Italia sta sostenendo le cause di licenziamento collettivo e di disdette degli accordi di secondo livello, e che figurasi se non era capace di estendere un verbale curato nei dettagli eventualmente da poterlo poi sostenere in una ipotetica causa di lavoro.
Prima di esaminare in prima lettura il documento, innanzitutto debbo dire due cose:
1. Ho notato che rispetto a 23 rappresentanti sindacali delegati alla trattativa, 7 erano del ramo automobilistico e ben 16 erano di altri rami aziendali;
2. fra i 7 delegati del ramo automobilistico uno solo era Operatore di esercizio (peraltro inidoneo, ma non per questo incapace di intendere e volere ….o si?).
Ora, analizziamo il documento:
1. l’azienda dichiara che “in un futuro non lontano potrebbero essere assunte decisioni più incisive” e già questo mette i brividi;
2. il direttore chiarisce che “gli esuberi sono quantificati per le motivazioni riportate nella comunicazione iniziale, alla luce di una rimodulazione dei turni di servizio degli autoservizi (alla stregua dei criteri sui quali per inciso era stata raggiunta un’intesa informale con il sindacato)”, il che equivale a dire che mentre i sindacalisti sul marciapiede sostenevano contrarietà all’azienda ed alle proposte da ella avanzate, dietro le quinte non hanno mai ostacolato i progetti aziendali e né lo hanno fatto in questo verbale;
3. nel verbale del 12 luglio u.s. sono stati allegati i turni secondo i criteri che potrebbero essere rimodulati ma che comunque obbligano al numero dei turni già individuati, come dire che sei obbligato a fare quelli e che comunque quei turni determinano, insieme alla decurtazione dei km/bus che la regione quasi certamente confermerà, l’esubero nel settore dell’esercizio automobilistico, quindi erano abbondantemente a conoscenza dei criteri di formulazione dei turni;
4. nulla è stato detto a riguardo dei 15 operatori di esercizio con contatto a termine che non sono stati confermati. Qualcuno dirà che non potevano essere confermati in presenza di una procedura di esubero. È probabile che sia vero, ma così facendo si sommeranno i 15 con i 21 individuati come esubero, con il risultato che saranno 21 che hanno i requisiti del pensionamento più i 15 già licenziati =36 operatori di esercizio;
5. Siccome vengono confermati gli esuberi (che alla luce dei 15 licenziamenti già effettuati sarebbero dovuti passare da 56 a 41) e i criteri per l’elaborazione dei turni, questi ulteriori 15 Op. di Es. in meno determineranno un’ulteriore rimodulazione dei turni o la decurtazione dei km/bus;
6. Come si può chiedere che l’azienda informi il sindacato sulle conseguenti ricadute in termini di fabbisogno organico, quando la procedura di individuazione degli esuberi certifica di conseguenza il fabbisogno organico? Perché altrimenti si capisce che si sta facendo un’altra cosa e forse ci sono arrivati quando, inconsciamente, capiscono che ci sono conseguenti ricadute in termini di organizzazione del lavoro, che vale a dire che almeno nell’esercizio automobilistico si certifica che gli esuberi sono stati determinati in modo disordinato e che i 15 hanno già lasciato un vuoto diversamente colmabile (forse ci saranno trasferimenti coatti?).
7. Semplice, in modo ingannevole sanno che i 36 Operatori di esercizio che mancheranno determineranno uno squilibrio nei vari centri automobilistici al quale dovranno trovare rimedio, o forse è già cominciata la guerra per la copertura di qualche posto apicale che rimarrebbe vuoto.
Non c’è che dire, sembrerebbe che gli Operatori di esercizio siano stati abbindolati sotto il sole di luglio travolti da un insolito destino.

lunedì 11 luglio 2011

burattini, marionette, pinocchi


Mentre si discute degli esuberi e del licenziamento di quindici Operatori di esercizio, a seguito del mancato rinnovo dei contratti, si sta consumando l’atto più tremendo che un’azienda di trasporto pubblico locale possa subire visto che continuano le trattative per la cessione dei rami di azienda ad AMACO S.p.a. e AMC S.p.a. che apprendiamo dai comunicati del presidente di Amaco e del sindaco di Catanzaro, il quali dichiarano che “l’acquisizione dei servizi di FdC porterà risorse finanziarie utili al risanamento della municipalizzata”.

Se questa è la verità, viene da chiedersi allora quale siano realmente i motivi che inducono il Ministero e la Regione a liquidare il settore degli autoservizi di FdC se questi rappresentano una risorsa industriale solida e utile al risanamento di aziende decotte come le municipalizzate.

Ma la cosa più grave e che si dovessero concretizzare questi progetti essi precluderanno il riassorbimento dei 15 colleghi licenziati perché non potranno accampare il diritto al rinnovo del contratto in quanto AMACO e AMC aziende diverse dalle stipulanti il contratto a termine.

È ora di chiedere la verità su questa incognita che potrebbe, se possibile, avere per taluni lavoratori (vedi Operatori di esercizio) risvolti più drammatici di quelli previsti dal piano presentato da FdC a taluni sindacati, per il fatto che attualmente siamo nel pieno della disdetta degli accordi di secondo livello ivi comprese ERAS A/B e le regole per la formulazione dei turni di servizio e ci potrebbero essere veti e contrasti per il mantenimento degli stessi. Senza contare che sembrerebbe che ci sarebbe da discutere anche sull’organico corrispondente ai servizi da cedere, il che potrebbe determinare un ulteriore esubero in FdC.

I nostri burattini e marionette sindacali si ostinano a fare i pinocchi e a dare l’ennesima dimostrazione della loro incapacità ad analizzare qualsivoglia contesto, incapaci nell’essere lungimiranti su qualsiasi evento per decidere quali prospettive in quali scenari, ma coscienti della loro condizione che li destina a semplici comparse.

Ma tant’è, trovano la ragione per fare sindacato solo nella ostilità e nel rancore per quello o quella persona raccontando bugie sempre dette in gran quantità, spesso calunniose (e già ne conserviamo un vasto archivio), ma appena ciò finisce o dovesse terminare per qualsiasi motivo non riescono a portare a sintesi nessuna iniziativa sindacale e si fiondano nella cogestione con le aziende e nell’affarismo personale nascondendo la verità e creando storie false, a tutto discapito dei lavoratori e delle lavoratrici.

mercoledì 6 luglio 2011

ma che bella strategia...


Oramai sono passati sei mesi dalla presentazione da parte di FdC ai Sindacati, allora presenti in azienda, del documento contenente le linee guida del piano industriale strategico.

Come ricorderemo, lunedì 17 gennaio a Cosenza, in una affollata assemblea, segno della consapevolezza del momento difficile, si è avuto modo di conoscere i contenuti del documento presentato in quel di Lamezia il 14 gennaio.

Si era appreso pure che la proposta presentata era stata rigettata in toto dal sindacato, con la spiegazione che era irricevibile per il contenuto, ma principalmente perché scaturiva da una colpa aziendale di non avere chiesto e reso esigibili i crediti vantati a vario titolo dalla Regione Calabria e dal Governo Centrale.

Crediti che, se fossero stati riscossi, avrebbero evitato all’azienda di ricorrere ai fondi di riserva per recuperare liquidità e fare fronte agli impegni di spesa, mettendola così in sofferenza.

La proposta sindacale, si è capito, è stata quella di chiedere un tavolo con la regione ed il ministero ed in quella sede tentare di costringere i soggetti insolventi nei confronti di Ferrovie della Calabria ad onorare i debiti che fino al 2009 ammontavano a circa 61 ml di euro.

La proposta sindacale, a detta dei rappresentanti sindacali, era quella più corretta. Fin qui erano le loro strategie e le speranze che avevano messo in campo. Cioè nulla.

Questi sindacalisti, non credendo che la situazione finanziaria della società era drammaticamente al collasso (o forse avendone troppa percezione), si sono ostinati a volere attuare una strategia che definirla inerte è un eufemismo, anzi, facendo in modo di non prendersi la responsabilità di scelte impopolari e godere da demagoghi il momento di celebrità, con la convinzione che è sempre meglio lasciare agli altri le decisioni ed aspettare una condizione di fatto che giustifichi il solito: ma noi glielo avevamo detto!

E questo è quello che sta succedendo: chiusura delle linee Taurensi per decisione dell’USTIF; licenziamento per contratti non rinnovati di 15 Operatori di esercizio; determinazione di personale in esubero per 56 unità. Il tutto senza che nessuno abbia potuto dire niente o fare qualcosa.

E questo è niente: si dice (ma lo ha dichiarato pubblicamente il presidente della società AMACO s.p.a.), che Ferrovie della Calabria si stia preparando a cedere i servizi su gomma ricadenti nella provincia di Cosenza ad AMACO s.p.a. e si dice pure che i servizi ricadenti nella provincia di Catanzaro possano analogamente confluire in AMC s.p.a..

Ma la cosa più raccapricciante non è che non vi confluirà tutto il personale che attualmente è destinato per quei servizi, determinandosi così un ulteriore esubero in FdC, ma che chi vi confluirà lo farà con il salario di secondo livello che potrebbe (ma è quasi certo) non essere confermato, almeno nella parte che riguarda l’ERAS B e con una sicura rimodulazione dell’ERAS A.

Bella conquista. Bella strategia di questi sindacalisti politicanti.

A distanza di più di sei mesi dal rigetto del piano strategico, i lavoratori si troveranno oggi con il culo per terra, per l’incapacità manifestata da una compagine sindacale e da una squadra di sindacalisti che non hanno saputo prendersi le proprie responsabilità e che peggio ancora sono stati incapaci di presentare una benché minima proposta alternativa per una condizione finanziaria societaria che era evidente che senza interventi avrebbe portato FdC al fallimento.

Adesso possono stare tranquilli, il destino si sta segnando senza il loro intervento, anzi, proprio per la mancanza del loro intervento. C’è da dire una cosa, però:

QUESTI SINDACALISTI FANNO ANCORA IN TEMPO A DIMETTERSI!!