lunedì 23 maggio 2011

diritto del lavoro ...

licenziamenti collettivi: è lecito scegliere i dipendenti più vicini alla pensione.

Corte di Cassazione, sentenza n. 9348 del 26.04.2011.

la Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che è legittimo l'accordo tra sindacati e azienda, che intende procedere a una riduzione di personale, di mettere in mobilità solo i lavoratori più vicini alla pensione.

questo criterio, infatti, è conforme al principio di non discriminazione e ai criteri di equità e razionalità.

con tale principio la Corte ha accolto il ricorso delle Poste nei confronti di un dipendente scelto tra coloro da collocare in quiescenza per la sua prossimità alla pensione.

secondo i giudici di legittimità, una volta accertato che sussiste la necessità di licenziare parte dei lavoratori, la scelta, condivisa dai sindacati, di individuare i dipendenti da licenziare in coloro che hanno i requisiti per passare dal lavoro alla pensione mantenendo in servizio coloro che invece sarebbero passati dal lavoro alla disoccupazione rimanendo privi di reddito, "è una scelta di cui è difficile negare la ragionevolezza".

domenica 22 maggio 2011

non oso ...


Il tribunale di Taranto esclude l'obbligo dell'azienda di convocare le OO.SS. per concludere accordi sulla defiscalizzazione dei compensi.

Con decreto del 9.05.2011, il Giudice del Lavoro di Taranto ha respinto il ricorso ex art. 28 spiegato nei confronti dell'AMAT S.p.A. dalla FILT CGIL che rivendicava di non essere stata convocata dall'azienda per la stipula degli accordi aziendali aventi ad oggetto l'individuazione degli emolumenti da sottoporre all'aliquota fiscale ridotta.

Il Giudice, accogliendo in toto le difese della società assistita anche dallo Studio Malena e associati, ha confermato che l'art. 1, comma 47 L. 220/2010, da ultimo non impone che la defiscalizzazione sia oggetto di accordo sindacale aziendale o territoriale ma piuttosto che possano essere assogettati a defiscalizzazione i compensi che realizzano incrementi di produttività e che abbiano di per sé origine in un accordo sindacale aziendale o territoriale.

Il G.L. ha pure respinto la domanda dell'O.S. diretta a vedersi riconoscere il diritto a convocare disgiuntamente l'assemblea durante l'orario di lavoro, ribadendo che il monte di dieci ore annue previsto dall'art. 20 Stat. Lav. e dall'art. 33 T.U. 23.71.976 è volto a soddisfare le esigenze di tutte le OO.SS. di indire l'assemblea durante l'orario di lavoro.

lunedì 16 maggio 2011

lavori usuranti_3



è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 dell'11-5-2011 il DECRETO LEGISLATIVO 21 aprile 2011, n. 67 sull’accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell'articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183.

sabato 14 maggio 2011

ipotesi di accordo



nella pagina "ipotesi FdC" pubblico l'ipotesi di accordo che Ferrovie della Calabria ha inviato a tutti i sindacati presenti in azienda per una discussione di merito.

a voi la valutazione per una discussione di merito vostra ed eventuali suggerimenti al sindacato.

venerdì 13 maggio 2011

per fortuna...


... ci pensa "jena" a sfamarli.


ps.
la foto non li mostra ma ce ne sono altri quattro dall'altra parte.

lunedì 9 maggio 2011

fatti una busta...


ferrobustedellacalabria,
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lunedì 2 maggio 2011

privatizzazioni...

Succede un fatto strano, invece di tutelare le aziende pubbliche che hanno nel loro DNA l’essere una specie di società No-Profit e in ragione di questo avere la naturale propensione a tutelare i diritti di tutti (vedi per es. la malattia del lavoratore e quant’altro), si vuole a tutti i costi privatizzare le proprietà introducendo il socio privato che sicuramente ha come obbiettivo il proprio tornaconto, quindi guadagno, che sicuramente lo otterrà a discapito dei diritti dei dipendenti, in quanto il prodotto del calcolo “costi-ricavi” non potrà essere come per le aziende pubbliche a pareggio ma dovrà essere necessariamente a favore del rapporto “più ricavi-maggiori guadagni”, che non ha nulla a che vedere con l’efficienza del servizio o con la lotta allo spreco che può avvenire comunque anche se il soggetto è pubblico.

Anche perché il contribuente non potrà averne nessun beneficio dall’equazione “più ricavi-maggiori guadagni” in quanto per lui non cambierà niente per il semplice fatto che se ci sono delle economie andranno a tutto vantaggio del privato e non certo almeno per l’utente o al miglioramento del servizio e tutto ciò per una logica del profitto che lo comprometterà.

I cittadini in genere guadagneranno poco o nulla dalle privatizzazioni, le fasce di utenti più povere pagheranno prezzi più alti, i contribuenti ci rimetteranno perché lo stato venderà a prezzi troppo bassi e in vari casi perderà entrate, la produttività delle imprese non aumenterà significativamente, i maggiori beneficiari saranno i soci, gli azionisti, gli intermediari finanziari, i consulenti, i presidenti, i consigli di amministrazione, i direttori, i politici, gli affiliati, gli amici. Il tutto con un rischio imprenditoriale nullo.

Invece chi ci perderà sarà solo il dipendente che si vedrà decurtare lo stipendio in virtù di una ipotetica razionalizzazione delle spese stante l’uguale (se non di meno) destinazione di risorse economiche che il soggetto affidante metterà in campo rispetto al passato e da cui dovrà venire fuori il profitto del privato.

Non c’è che dire, si può tirare un sospiro di sollievo per il rientro della vendita di Fersav e Ferloc, ma ci si deve preoccupare di più per un eventuale ingresso del privato in Ferrovie della Calabria, magari a causa di una gara “a doppio oggetto”.