sabato 31 dicembre 2011

auguri...

A chi non si è dimenticato che i lavoratori del trasporto pubblico, attendono da tre anni il rinnovo del Contratto Nazionale;
A chi dovrà verificare e controllare l’attuazione della madre di tutti gli accordi in Ferrovie della Calabria;
A chi dovrà controllare che il patrimonio di Ferrovie della Calabria non sia svenduto;
A chi non pensa, che Ferrovie della Calabria debba essere privatizzata;
A chi vuole riaprire le ferrovie taurensi;
A chi vuole riaprire le ferrovie silane;
A chi non sta lavorando,  affinché  Ferrovie della Calabria sia privatizzata;
A chi non dimentica i morti della fiumarella;
A chi non dimentica che anche i lavoratori delle ditte esterne, mangiano tutti i giorni come tutti gli esseri umani e desidererebbero essere pagati regolarmente;
A chi non crede che un lavoratore della SEGI possa festeggiare il Natale e Capodanno anche senza tredicesima o peggio senza stipendio;
A chi non lavora ogni giorno per favorire il mezzo privato;
A chi non copia ai concorsi;
Ai nuovi assunti che non percepiscono l’Eras;
Agli anziani che gli hanno diminuito l’Eras;
A chi va in trasferta con la propria automobile;
A chi non gli viene pagato il trasferimento;
A chi non percepisce il ticket;
A chi si dovrà pulire l’ufficio da solo;
A chi dovrà rifornire l’autobus da solo;
A chi emette i biglietti sull’autobus;
A chi è abilitato o si abiliterà o sarà costretto ad abilitarsi;
A chi gli verrà negato il trasferimento;
A chi diverrà inidoneo;
A chi lo è già;
A chi farà il noleggio a costo zero;
A chi lavora più di 6 h e 30’;
A chi il nastro glielo allungano a 10, 12, 15 h;
A chi non gli pagano la trasferta;
A chi non è convinto che i lavoratori debbano restare in servizio fino alla morte;
Ai giovani che non troveranno mai lavoro se gli anziani non vanno in pensione;
A chi pretende che le regole siano rispettate da tutti;
A chi non usa i lavoratori ed il loro disagio, per interessi personali;
Agli iscritti delle Organizzazioni Sindacali tutte;
A chi ………………………………………………………
Auguri a tutti noi, affinché il 2012, sia un anno di una necessaria presa di coscienza per il bene di tutti.

mercoledì 28 dicembre 2011

invasioni barbariche...

Che l’utenza del servizio automobilistico di Ferrovie della Calabria della presila (ma non solo) era arrivata allo stremo per un servizio di qualità che non decollava, si era capito da tempo;
che la soluzione di tutti i mali sia far  fare il servizio all’ex municipalizzata Amaco, ci pare sia di scarsa intelligenza.
A meno che, si usano questi trucchi populisti per nascondere la incapacità di portare a sintesi il problema, giustificando la loro incompetenza e impotenza verso i soggetti che istituzionalmente dovrebbero risolvere tali problematiche.
Eppure i desideri dell’utenza di Ferrovie della Calabria, più che legittimi, si fondano semplicemente su un viaggio: che potesse fare affidamento a pensiline e a fermate certe; che fosse relativamente breve, confortevole, sicuro e in orario; che si potesse integrare bene con gli orari degli altri vettori e con i ritmi della società civile; e, non per ultimo, che avesse un costo adeguato alle difficoltà proprie di chi è costretto ad usare il mezzo pubblico.
Ma i veri responsabili della mancata realizzazione di questi desideri sono le amministrazioni locali che non sono in grado di rendere percorribili le loro strade il più delle volte conurbate in veri e propri centri storici che ingessano il trasporto pubblico locale, mentre in altri luoghi si discute come rendere fruibili le corsie preferenziali agli autobus;
amministrazioni locali che non si rendono partecipi all’individuazione delle fermate sicure (e non si pretende che al sud siano a norma del CdS, ma almeno che ne abbiano la parvenza);
amministrazioni locali che non si rendono partecipi nell’attrezzare le fermate con pensiline per attesa autobus, che preservino il viaggiatore dalle intemperie e che possano fungere da informazione per il servizio esercito;
amministrazioni che il più delle volte si sono disinteressate del trasporto pubblico anche quando il Comune di Cosenza costringe gli autobus a giri impossibili nel suo abitato prima che se ne  possa uscire (addirittura alcuni anni fa costringevano gli autobus in partenza dall'autostazione direzione presila a passare per il quartiere  di “porta piana”);
una Regione Calabria che non onorando i suoi debiti nei confronti di Ferrovie della Calabria, costringe questa società a fare servizio con autobus fatiscenti che il più delle volte restano fermi in rimessa, anche per una manutenzione che fa acqua da tutte le parti;
una Regione Calabria che taglia i km del disciplinare, aumenta il costo dei biglietti e addossa la responsabilità alle aziende che eserciscono il servizio;
una Regione Calabria che mette in difficoltà economica la società Ferrovie della Calabria e poi si impossessa dei beni strumentali che nell’accordo di programma avrebbero dovuto essere nella disponibilità della società anche per fare cassa ed investire in infrastrutture;
una Regione Calabria che dichiara che dalla vendita degli immobili non strumentali all’esercizio ferroviario farebbe cassa per sopperire alle sue mancate risorse;
una Regione Calabria che dimentica a 50 anni dalla tragedia della “fiumarella” che la mancanza di infrastrutture in Calabria quei territori l’hanno pagata con un tributo di esseri umani.
Poi, è nella facoltà dei sindaci che hanno disponibilità di risorse e vogliono spenderle in servizi per i propri cittadini, la possibilità di servirsi di un altro vettore. Ma se non si risolvono i problemi elencati, è difficile fare servizio di qualità anche per Amaco, perché quantomeno dovrebbe attrezzarsi con autobus extraurbani, altrimenti per l’utenza della presila nulla cambierebbe, neanche quello di viaggiare in piedi per tutto il tragitto.     

domenica 25 dicembre 2011

io ti assolvo ...

Fu in macchina al ritorno da Reggio Calabria e poi al bronx, che ho condiviso insieme ad altri la possibilità di fare entrare in azienda i figli degli agenti dipendenti. E in effetti è stata fatta una cosa senza precedenti dopo 30 anni dall’ultima volta che furono assunti i figli dei dipendenti (il 1976 ci fu almeno un concorso dal quale comunque ci furono degli esclusi), e per quello furono assunti tutti i figli di agente che ebbero la fortuna di avere un padre o una madre in età di pensione. Anzi, moltissimi di loro tecnicamente erano già in pensione in quanto avevano percepito degli incentivi che il governo Berlusconi elargiva a chi rinunciava di andare in pensione. Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto male? So solo che su una cosa io ero in disaccordo con gli altri, e cioè l’ingresso indiscriminato in tutte le qualifiche aziendali.  
In ogni caso, il lascito di quei fortunati dipendenti non è stato un granché. La fortuna che hanno avuto, forse la stanno realizzando un po’ alla volta solo adesso e di questi tempi, ma al 70%, lasciatemelo dire, non sono un granché. Se potessi tornare indietro mi ostinerei sui miei pensieri di allora. Ma allora non si poté fare, perché tutti quelli che potevano andare in pensione, e non ci andava nessuno perché percepivano il “superbonus” di Berlusconi, pesavano per una bella cifra sui bilanci della società. E quindi non si poteva fare un concorso, non si poteva fare meritocrazia fra i Calabresi, perché nessuno di quelli sarebbe andato via dall’azienda, in special modo chi in azienda “si minava ru ventagliu”. Molte di queste persone pensano che a loro era dovuto, ma agli altri? Gli altri figli di agente sono figli di un dio minore? Credo che di questi tempi, se sono intellettualmente onesti, dovrebbero comprendere della fortuna che hanno avuto per un incontro al “bronx”.       
Ma ero sempre al bar quando seppi che in un concorso ci furono più concorrenti bocciati perché gli esaminatori capirono che avevano copiato dalla stessa traccia (forse su internet), finanche con le stesse virgole e punti, e mi sono molto mortificato per la vicinanza che allora uno di questi aveva con me (il concorso fu quello di Addetto all’Esercizio per intenderci, e che io non ho mai voluto fare perché lo ritenevo incompatibile con chi avesse voluto fare sindacato).  
E adesso però, una riflessione ve la chiedo: mettiamo per esempio (ma proprio per esempio e non riferendomi a cose e personaggi esistenti ma anzi riferendomi a personaggi e fatti di pura fantasia) che in un sindacato fanno segretario generale uno che in un concorso viene escluso perché ha copiato (per esempio quattro concorrenti hanno presentato la stessa elaborazione della traccia) e fanno vice segretario dello stesso sindacato una che in un concorso ha chiamato i carabinieri perché a suo dire c’era chi copiava, in quel sindacato esisterebbe un conflitto di identità? Secondo me il conflitto in quel sindacato esisterebbe e come. Ma, secondo voi, chi avrebbe ragione dei due? Quello che è per la copia o quello che è per la legalità? E come potrei riconoscere a chi ha copiato una onestà intellettuale in quello che sindacalmente dice? Potrebbe essere un falso come quello che aveva tentato di fare al concorso. E non è una cosa da poco. Ma oggi è Natale e bisogna essere buoni, e io lo assolvo. 

venerdì 23 dicembre 2011

l'avevamo previsto ...

Eccoci qua! Come avevo previsto nei post precedenti, la Regione Calabria sta concludendo il suo iter nell’acquisizione di Ferrovie della Calabria. 
Però, a pensarci bene non è neanche come avevo previsto.
E no, qua la cosa è stata fatta con più intraprendenza e ingegnosità. 
Invece di acquisire la società Ferrovie della Calabria S.r.l., a titolo gratuito, si sono finalmente impossessati del suo patrimonio.
Certo, lo hanno fatto perché la legge glielo ha permesso, ma quello che mi sgomenta è che vanno dichiarando che la vendita dell’enorme patrimonio infrastrutturale non essenziale all’esercizio ferroviario servirà per fornire nuovi servizi alla popolazione calabrese. 
Giusto, fanno bene, si fa così.
Però, mi chiedo: non è che nel dire questa mezza verità intendevano dire per “servizi ai calabresi” tutto tranne che i servizi ferroviari ed automobilistici di FdC?  
Ma come? 
Queste risorse non dovrebbero servire a migliorare il tracciato ferroviario Cosenza-Catanzaro che fa acqua da tutte le parti? 
Non potrebbero servire ad ammodernare e riaprire le ferrovie taurensi e a ridare dignità e lavoro a tanti lavoratori, con le loro famiglie, che là prestavano servizio?  
Non dovrebbero servire a riaprire e ammodernare il tracciato silano che ha enormi potenzialità turistiche?
Non dovrebbero servire ad acquistare nuovi rotabili ferroviari ed automobilistici? 
Non dovrebbero servire a rendere di qualità i servizi resi da FdC?
Ed allora alcune domande ci dovrebbero sorgere spontanee: 
ma i debiti che la Regione Calabria ha con Ferrovie della Calabria, come pensa di onorarli? 
Ma la crisi che sta avendo la società Ferrovie della Calabria non l’hanno aperta loro con l’annullamento della famosa delibera? 
Ma la società Ferrovie della Calabria allora aveva delle enormi potenzialità se gli venivano riconosciuti i crediti e gli avessero fatto alienare i beni reinvestendo il ricavato? 
E se c’erano tante risorse perché i dipendenti sono stati costretti ad un ridimensionamento dello stipendio e a un inasprimento delle condizioni di lavoro specialmente per il personale viaggiante?  
Proviamo a rispondere a queste domande, e se troveremo una risposta forse potremo cominciare davvero un anno nuovo.

mercoledì 21 dicembre 2011

si, sono equi ...

Alcuni giorni fa, alla notizia che sarebbero cambiate le regole per andare in pensione e che l’azienda Italia tramite il suo presidente del CdA avrebbe obbligato il lavoratore a rimanere in servizio fino a 68 anni, la prima cosa che ci siamo chiesti era: ma perché mai le aziende private avrebbero dovuto accettare che un loro dipendente, che aveva maturato i requisiti alla pensione e che quindi avrebbe consentito specialmente di questi tempi alla riduzione del personale senza colpo ferire, doveva rimanere in servizio gravando sulle loro finanze e non su quelle dell’Inps?
Che lo potesse fare l’azienda Italia per i dipendenti pubblici ci poteva pure stare, perché in fin dei conti pagare un lavoratore come azienda Italia o Inps sarebbe cambiato poco, cioè, non proprio poco visto che il lavoratore rimanendo in servizio avrebbe continuato con il blocco del turn-over e avrebbe continuato a versare i contributi. Ma perché le aziende private, perché avrebbero dovuto farlo loro, come obbligarle?  
A questa domanda ci siamo risposti subito che Confindustria lo avrebbe concesso solo ed esclusivamente se sarebbe stato concesso loro di potere licenziare facilmente.
Ma certo, solo così lo avrebbero accettato, e infatti così si sta cercando di fare.
Si sta cercando di scardinare l’ultimo baluardo dei lavoratori, e per essere equi (finalmente si sta capendo il significato della locuzione “essere equi”) il consiglio di amministrazione di azienda Italia vuole poter licenziare anche i dipendenti pubblici, proprio per mettere sullo stesso piano i dipendenti pubblici con quelli del settore privato.
Così avremo magari chi ha 35/40 di lavoro e se licenziato non potrà avere diritto alla pensione, non avrà più un lavoro, ma sarà utile alla salvezza dell’azienda Italia e sarà equo nei confronti degli altri.
Si si, c’è equità, perché adesso saranno sullo stesso piano i disoccupati, i precari e i lavoratori.
Quindi, la soluzione per del CdA di azienda Italia è che invece di fare lavorare i disoccupati e stabilizzare i precari, faranno perdere il lavoro agli occupati.
Più equi di così? 

sabato 17 dicembre 2011

vanity fair ...

È  del tutto incredibile che alcuni pseudo sindacalisti si autocelebrano per nascondere la realtà e le loro incapacità.
In questo post pubblico il numero 0 del giornalino dell’USB, che traccia bene la cronistoria della vertenza di Ferrovie della Calabria.
Nell’articolo si legge che la cessione del comparto su gomma fu un bluff messo in campo dall’azienda (e di sicuro con la partecipazione di qualche sindacalista della triplice ma non di certo delle mezzecartucce che invece li hanno legittimati) per costringere all’accordo poi realizzato.
Infatti, è di qualche giorno fa la notizia che l’azienda sta cominciando ad informare il sindacato che ha intenzione (con il permesso della regione ovviamente) di sopprimere il servizio su gomma che è in concorrenza con il ferro.
Questo, a mio semplice parere, non è altro che il preludio alla cessione/privatizzazione del servizio su gomma, ma che non mette al riparo neanche il settore ferrato viste le intenzioni del governo sulle liberalizzazioni.
Ma, meno male che ci sono certi sindacalisti a difenderci e che ci mettono il cervello e la faccia per fare questo.
Però, a pensarci bene forse è meglio che si mettano a dormire per un po’, poi cercheremo di spiegargli ciò che è successo.
Ad maiora!




venerdì 16 dicembre 2011

per sempre pinocchi ...

... thò!? riappaiono i tagli nel trasporto pubblico locale.

i pinocchi della regione calabria, attraverso la commissione bilancio, effettueranno un taglio di 18 mln di euro, circa il 20% ;-), sui fondi del trasporto pubblico locale in Calabria.
adesso ci aspettiamo una conferenza stampa di Scopelliti, accompagnato dal suo staff, dove ci dirà che ha salvato il TPL in Calabria, e tutti applaudiranno!!

lunedì 5 dicembre 2011

visite fiscali...


La Direzione Generale dell’INPS con la circolare n. 150 ha diramato alle proprie sedi e quindi anche ai medici di controllo in esse operanti le necessarie istruzioni operative riguardanti le nuove modalità di redazione e trasmissione dei verbali relativi alle “visite fiscali”.
In particolare, l’Istituto previdenziale con la nota in questione ha evidenziato che grazie all’adozione di un sistema di “Data Mining“, oltre ad individuare i certificati che “suggeriscono” l’invio della visita di controllo, è possibile appurare, in tempo reale, l’esito del controllo medesimo sullo stato di malattia sia su iniziativa dell’INPS che del datore di lavoro, compresi i casi di accertamento domiciliare richiesto tramite il sito internet dell’Istituto.
La Direzione Generale dell’INPS, al fine di ottimizzare tale procedura telematica, è in procinto di dotare i medici di controllo di appositi computer portatili per consentire la tempestiva redazione del “verbale informatico” presso il domicilio del lavoratore e la successiva trasmissione in tempo reale del medesimo documento presso i servizi informatici dell’Istituto. I medici saranno dotati anche di un’apposita stampante portatile per fornire al lavoratore le previste copie del verbale. In tal modo, l’esito della visita risulterà immediatamente disponibile per le attività di competenza dell’INPS e verrà reso contestualmente accessibile anche al datore di lavoro richiedente.





mercoledì 30 novembre 2011

arrestati giudice e politico...

...favorirono clan della 'ndrangheta.

MILANO – 30 novembre 2011: Una decina di provvedimenti cautelari tra i quali l'arresto di un giudice del Tribunale di Reggio Calabria, Vincenzo Giuseppe Giglio, e Francesco Morelli, consigliere regionale pdl della Calabria, sono stati eseguiti nell'ambito di un filone dell'inchiesta sul clan Valle-Lampada.
Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio, arrestato nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano, è presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. L'accusa è corruzione, favoreggiamento, rivelazione del segreto d'ufficio con l'aggravante di aver agevolato le attività della 'ndrangheta.
Francesco Morelli (Pdl) rappresenterebbe l'anello di collegamento tra i clan e gli ambienti politici nazionali.
Nell'inchiesta della Dda di Milano è stato arrestato anche il maresciallo capo della Guardia di Finanza, Luigi Mongelli, per corruzione.
Tra le persone arrestate l'avvocato Vincenzo Minasi, penalista, difensore di Maria Valle, la figlia del capo clan, e Vincenzo Giglio, medico a Reggio Calabria e cugino del giudice arrestato.
15 MESI FA OPERAZIONE CONGIUNTA REGGIO-MILANO  - L'operazione odierna è un seguito delle indagini congiunte della Dda di Reggio Calabria e di Milano ma tecnicamente non può definirsi un seguito delle maxioperazioni del luglio 2010 che portarono in carcere centinaia di persone tra Calabria e Lombardia, delineando il quadro delle alleanze e del comando a Milano e a Reggio. Quelle due operazioni - denominate Crimine ed Infinito - scaturite da due diverse ordinanze di custodia cautelare hanno già portato a dibattimenti (a Milano si è concluso con pesantissime condanne una settimana fa), rinvii a giudizio, patteggiamenti, e suggellò il rapporto di collaborazione tra i due uffici giudiziari, impegnati in prima linea nel delineare l'allargamento delle cosche mafiose calabresi fuori regione e soprattutto in Lombardia. L'operazione odierna è il seguito di quelle indagini congiunte.
MORELLI PRESIDENTE COMMISSIONE BILANCIO REGIONE  - Franco Morelli, il consigliere regionale della Calabria arrestato stamani nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano, è il presidente della Commissione consiliare Bilancio, programmazione economica ed attività produttive. Nato a San Benedetto Ullano (Cosenza) nel 1958, sposato con due figli, è stato capo di gabinetto nella giunta regionale di centrodestra guidata da Giuseppe Chiaravalloti, dal 2000 al 2005. Ha partecipato attivamente alla costituzione e promozione di "Area", la rivista della Destra sociale ed attualmente, come scrive sulla biografia nel suo sito internet, è tra i più impegnati promotori per la costituzione dei "Circoli della Nuova Italia" ispirati e promossi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alle ultime elezioni regionali dello scorso anno è stato eletto, nella lista del Pdl con 13.671 preferenze nella circoscrizione di Cosenza. Nella passata legislatura è stato presidente della Commissione speciale di vigilanza, vicepresidente della commissione Affari istituzionali e affari generali e componente degli Istituti regionali ricerca e aggiornamenti educativi presso il Ministero della Pubblica istruzione. Agli inizi degli anni Novanta, da direttore generale di Europa occupazione - Impresa e solidarietà della Fondazione Cassa Risparmio di Roma ha contribuito all'elaborazione del primo Accordo di programma quadro in Italia del settore con i Ministeri del Tesoro e dell'Industria.

domenica 27 novembre 2011

corsi e ricorsi della storia...

Anni fa, sotto la gestione FS di Ferrovie della Calabria, i sindacalisti di allora, alcuni ancora presenti, ci dicevano che bisognava stare a sentire la gestione perché le cose andavano male e bisognava fare un accordo.
Lo dissero con una tale credibilità che non lasciava spazio a nessuna interpretazione e, con amarezza e dispiacere, si acconsentì tutti ad una ristrutturazione aziendale ed all'annullamento dello straordinario a fronte della costruzione di una indennità che sommata all’indennità di presenza andava a costituire la nuova indennità di presenza.
Ritornati dalla trattativa, i sindacalisti spiegarono l’accordo e convinsero i lavoratori che era un bell’accordo.
Il problema fu, però, che sia loro che la gestione si accorsero che per il personale viaggiante (conducenti, macchinisti e capitreno), l’accordo non permetteva così tanto recupero. 
Ritornarono allora in sede di trattativa e decisero di eliminare per loro (conducenti, macchinisti e capitreno) la vecchia indennità di presenza, con un meccanismo contorto che però ottenne anche il risultato di confondere i lavoratori che non si accorsero della modifica.
Anni dopo, a un lavoratore-sindacalista venne l’idea di leggere per bene l’accordo e si accorse del "PASTICCIO" perpetrato nei confronti dei lavoratori, non tanto da parte dell’azienda, che dopotutto faceva il suo mestiere, ma soprattutto da parte di quei sindacalisti che ne avrebbero dovuto difendere i diritti.
L’intuizione di quel lavoratore-sindacalista venne sposata subito dai suoi amici e illustrata ad una gentile avvocatessa che ne produsse ricorso per poi intentare causa all'azienda. Una causa che fu bocciata in prima istanza dal giudice di merito, ma che fu vittoriosa nel processo di appello, dove i tre giudici giudicanti, nella sentenza di secondo grado non solo bacchettano l’azienda per avere, nell’accordo di che trattasi, scritto una cosa e fatta un’altra, ma redarguiscono il giudice di prima istanza per non avere letto, e quindi interpretato bene, le carte, dando implicitamente ragione ai nuovi rappresentanti sindacali che si sono avveduti dell’errore commesso dall’azienda.
I nuovi rappresentanti sindacali citati nella sentenza della Corte di Appello sono Mario Pescatore, Enrico Turco e Pietro Rota.
Chi invece non ha rappresentato bene i lavoratori sono i sindacalisti estensori dell’accordo che hanno scritto una cosa e fattane un’altra.
La cosa triste, invece, è che taluni di questi sindacalisti sono ancora in carica e pretendono ancora credibilità da parte dei lavoratori redigendo accordi a perdere in azienda.
Ed ora come allora non ci manca la voce per denunciare "l’incompetenza" che hanno dimostrato questi personaggi, perché le cose si ripetono come nei corsi e ricorsi della storia.

l'accordo è quello del c.d. NIP, questa è la sentenza:

































































venerdì 18 novembre 2011

per qualcuno che è andato in pensione....

...c'è ancora tempo!!!

ATM MESSINA: I NOMI DI TUTTE LE PERSONE ARRESTATE PER TRUFFA
Messina, 18/11/2011 - Nella mattinata odierna, all’esito di un’articolata attività investigativa, avviata nel 2008, personale del Nucleo Investigativo e del Nucleo Radiomobile del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 5 tra Dirigenti e Funzionari dell’A.T.M. (Azienda Trasporti Messina) che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo peloritano, i quali sono stati posti agli arresti domiciliari.
I predetti, ai quali vengono contestate una serie di ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di truffa in danno di un ente pubblico, sono stati in particolare ritenuti responsabili, a vario titolo:
- di avere indotto in errore la Regione Siciliana affinché erogasse all’ATM, in misura superiore al dovuto, un contributo pubblico, denominato “contributo d’esercizio” e quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica effettuata;
- di aver indotto in errore l’Agenzia delle Dogane, ottenendo così un rimborso maggiorato dell’accisa sul carburante consumato, quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica falsamente attestata.
Dalle complesse attività investigative svolte dai Carabinieri di Messina e dirette dalla Procura della Repubblica, è emerso che, in entrambi i casi, nel periodo 2003-2007 oggetto degli accertamenti:
- l’ingiusto profitto, così procurato all’Azienda, sarebbe stato utilizzato al fine di pagare alla maggioranza dei dipendenti una serie di emolumenti aggiuntivi, ovvero un numero spropositato di ore di straordinario e l’indennità mensile denominata “premio corse”, in quest’ultimo caso pur senza aver raggiunto in molte circostanze la percentuale di corse effettive rispetto a quelle previste necessaria per averne titolo;
- si sarebbe ricorsi ad artifizi e raggiri, tra cui la trasmissione di consuntivi chilometrici gonfiati, l’indicazione della lunghezza di alcune corse in misura superiore a quella reale, la contabilizzazione di corse previste ma non effettuate, l’omissione della riparazione dei contachilometri di diversi mezzi e la conseguente attestazione dell’impossibilità di quantificare con esattezza le percorrenze effettive a causa del mancato funzionamento dei predetti contachilometri e dell’impossibilità di ripararli.
Nel medesimo procedimento risultano altresì indagate, in stato di libertà, anche altre 17 persone, che prestano o hanno prestato lavoro alle dipendenze dell’ATM. Del resto, l’articolata dinamica fraudolenta posta in luce dalle indagini, per come è apparsa strutturata, ha verosimilmente richiesto la cooperazione di un rilevante numero di dipendenti dell’azienda.
Ad alcuni degli indagati viene inoltre contestata un’ulteriore ipotesi di truffa, concretizzatasi nella falsa attestazione della propria presenza sul luogo di lavoro e nella conseguente indebita percezione degli emolumenti corrisposti in ordine ai periodi in questione.
Di seguito, si riportano i nominativi dei soggetti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari:

- CONTE Claudio, cl. 1956, Direttore Generale;
- ORLANDO Salvatore, cl. 1952, responsabile esercizio gommato;
- LAMPI Giuseppe, cl. 1964, responsabile Ufficio CED paghe;
- LISA Francesco, cl. 1955, coordinatore di esercizio;
- ENEA Bartolo, cl. 1951, coordinatore di esercizio .

mercoledì 16 novembre 2011

governo monti...



al ministero delle infrastrutture Passera....
...speriamo che non facciano volare gli uccelli padulo!!

venerdì 11 novembre 2011

amici al bar...


Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in piu'
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondita'
di anarchia e poi di liberta'
tra un bicchier di coca ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche' e
proponevi i tuoi faro'
Eravamo tre amici al bar
uno si e' impiegato in una banca
si puo' fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno a casa
si parlava in tutta onesta'
di individui e solidarieta'
tra un bicchier di vino ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi pero'.
Eravamo due amici al bar
uno e' andato con la donna al mare
i piu' forti pero' siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacita'
di speranze e possibilita'
tra un bicchier di whisky ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi sara'.
Son rimasto io da solo al bar
gli altri sono tutti quanti a casa
e quest'oggi poi verso le tre
son venuti quattro ragazzini
son seduti li vicino a me
con davanti due coche e due caffe'
li sentivo chiacchierare
han deciso di cambiare
tutto questo mondo che non va.
Sono qui con quattro amici al bar
che hanno voglia di cambiare il mondo
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai

mercoledì 9 novembre 2011

rewind...

riavvolgiamo la storia, riavvolgiamo il nostro destino, 
ricominciamo daccapo,
riappropriamoci della nostra vita!!



venerdì 4 novembre 2011

Operazione Marketing...

sottotitolo
(come conquistare il tuo Cliente con le tecniche e le strategie dei "grandi" venditori...)

ovvero,
come trasformare un fallimento in successo.

La querelle che ha tenuto con il fiato sospeso la regione Calabria in merito ai debiti contratti con Ferrovie della Calabria (con la partecipazione dei governi di destra e di sinistra), è cominciata a dicembre 2010 (ma no, è cominciata molto ma molto prima) quando FdC mise sul mercato le quote societarie detenute nelle S.r.l. di Fersav e Ferloc.
A gennaio 2011, invece, FdC presentò un piano strategico delle attività alle organizzazioni sindacali (si seppe poi che era il piano A) per il recupero di 8,5 mln di euro di corrispettivi annuali in meno, nel quale erano previste più o meno le cose che furono concordate il 17 ottobre successivo.
Il piano fu bocciato da tutti i sindacati perché considerato “irricevibile”, secondo il loro pensiero di allora, in quanto conteneva troppi tagli per il personale, mentre invece si poteva e si doveva solo incidere sugli sprechi che il management aziendale aveva fatto con una politica di pasticci e che anzi, per questo motivo, si sarebbe dovuto dimettere.
La cosa continuò senza che una idea o una proposta venisse dal sindacato trattante, tanto che FdC, per uscire dall’empasse, prese la decisione di disdire gli accordi di secondo livello, che solo grazie ad un’azione spontanea (?) dei lavoratori tale decisione venne sospesa.
Ma nel contempo l’USTIF sospese l’esercizio per le ferrovie taurensi (chiusura prevista fra l’altro nel piano A) e subito dopo FdC comunicò che aveva deciso di mettere in esubero 56 lavoratori dei vari servizi e di licenziare i 15 Operatori di esercizio con contratto a tempo determinato.
Il sindacato trattante, riunitosi in una sorta di governo istituzionale e avendo così dimostrato grande lungimiranza, si sedette subito al tavolo (con il mandato dei lavoratori, ovviamente) e si accordò per licenziare 56 lavoratori vicino alla pensione, senza potere fare nulla per i 15 contratti a termine. Il tutto accadde a fine luglio.
Ma non bastò a FdC e, con una mossa che il sindacato non si aspettava (?), incassato l’accordo che licenziò 56+15 lavoratori e modificò in peggio le regole per la formulazione dei turni per gli operatori di esercizio, di concerto con il ministero e la regione Calabria presentò il piano B che prevedeva la cessione del settore automobilistico con la conseguente determinazione di un’ulteriore esubero di personale.
Un’altra azione spontanea (questa volta davvero spontanea e di grande impatto) riuscì a ottenere un tavolo di trattativa con gli attori principali della vertenza (sindacati-FdC-regione), relegando a semplici comparse i lavoratori, ma evidenziando però il sospetto che l’azione spontanea fu invece un’azione pilotata.
La prova provata di quell’azione pilotata è che gli attori principali si sono accordati su quello che a gennaio 2011 fu presentato come il piano A e a nulla è servita la confessione e dichiarazione dell’allora sottosegretario On. Misiti circa gli 86+22 mln di euro di debiti che la regione Calabria ha nei confronti di Ferrovie della Calabria.
Oggi, dopo il referendum che ha sancito il si all’accordo (il piano A) il sindacato trattante grida alla vittoria perché si è fatti un passo avanti, infatti la regione può tirare un sospiro di sollievo. e i lavoratori?
È proprio vero:
quando cerchi di vendere qualcosa, parti dal prezzo più alto e parla del prodotto prima di abbassare il prezzo.
Per esempio, se vendi una macchina a un prezzo stracciato, non farlo sapere subito.

martedì 1 novembre 2011

scandalo intercettazioni...

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche arrivano puntuali le intimidazioni.
Una busta contenente una lettera di minacce è stata recapitata alla redazione del Blog ferroviealternative.blogspot.com
L'episodio, commenta uno degli autori del blog "si inquadra certamente nel clima politico e nella tensione che si sta vivendo e che sembra una vera e propria caccia al nemico da abbattere – conclude - piuttosto che una sana competizione politica".

Non è la prima lettera di minacce che viene inviata contro la redazione del Blog e la redazione sta valutando di consegnare la busta alle forze dell’ordine, ma sappiano i vari minacciatori, che non ci faremo intimidire da personaggi ambigui e loro si delatori, che con acredine e malignità pensano di fare sindacato.


Perché nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!




questa è la lettera di minacce...


sabato 29 ottobre 2011

le ragioni del NO...

dal comitato del NO al referendum confermativo l'accordo siglato dalle OO.SS. trattanti con Ferrovie della Calabria ed avallato dalla Regione Calabria, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
qualora dovessimo ricevere un documento con le ragioni del SI saremmo felici di pubblicarle per par condicio.





Di quali diritti e di quale democrazia parliamo ?


L’accordo sottoscritto il 26 ottobre c.m. da 8 dei 9 Sindacati trattanti con le Ferrovie della Calabria e la Regione Calabria - al netto degli impegni politici - che si propone di individuare un percorso di risanamento finanziario, si caratterizza per la violenta aggressione ai diritti normativi ed economici delle lavoratrici e dei lavoratori.
Se da parte della Regione Calabria è stato raggiunto l’obiettivo di  “costringere” l’azienda ad abbassare il costo del lavoro grazie a una serie di promessi impegni, per le Lavoratrici e per i lavoratori si avvia un percorso per un ritorno al passato.
Premesso che anche nello scrivente comitato è presente la consapevolezza delle difficoltà finanziarie dovute al mancato adeguamento dei corrispettivi da parte della Regione Calabria, che ritiene di poter celebrare un matrimonio con le noccioline al posto del pranzo nunziale, non capiamo perché queste OO.SS, al netto dei possibili adeguamenti gestionali finalizzati al recupero di importanti risorse realizzabili a costo zero per le lavoratrici e per i lavoratori, si impegnano a sostenere una proposta irricevibile nel suo complesso.
Ora, nel momento di maggior dissenso planetario di una intera generazione di giovani precari, ricercatori, studenti, operai, intellettuali e non solo, che si indentificano nei movimenti e nelle associazioni, sostenuti anche da alcune parti politiche e sindacaliche hanno pacificamente manifestato contro le ricette dei governi e delle banche centrali per uscire dalla crisi e che chiedono in sostanza di partecipare alle scelte riguardanti il diritto al lavoro, al reddito minimo, alla tutela dei beni comuni, alla salute all’interno di un progetto politico di  crescita sociale equa e solidale, ci troviamo a discutere su un accordo che percorre strade opposte.
Ecco allora che i punti dirimenti dell’Ipotesi di accordo, dal nostro punto di vista, sono quelli che più di tutti manifestano questa incongruenza rispetto alle richieste di democrazia indiretta e dei diritti non negoziabili che le persone, attraverso le loro rappresentanze, devono tutelare al fine di garantirsi una vita normale in un società moderna da costruire sulle basi della certezza del diritto/dovere e che per quello che ci riguarda si sostanziano nei seguenti punti.
·         Equilibrata rimodulazione  del salario del personale “ anziano”;
·         Recupero risorse da utilizzare a tutela del salario dei giovani incidendo sul versante relativo al contenimento delle imposte.
·         Riconoscimento e giusta remunerazione in favore del personale che espleta turni disagiati con una o più interruzioni.
-Non sopportiamo infatti l’idea che, a fronte di una decurtazione tout court del salario, si realizzi un aggravamento  delle condizioni normative di legge e contrattuali, tenuto conto che l’accordo interviene sugli aspetti organizzativi del servizio, sui criteri per la formulazione dei turni definendo  nuovi criteri in ordine all’orario di lavoro e lasciando  in mano all’azienda la gestione e la programmazione delle prestazioni che il lavoratore è obbligato a dare da CCNL.
-Non è impossibile trovare soluzioni coerenti con i principi di equità nella determinazione di percorsi formativi e/o di riqualificazione del personale con particolare riferimento a quello inidoneo.
-Non è tollerabile che l’azienda, in concerto con le OOSS trattanti, intervenga nella sfera privata chiedendo ad alcune categorie di lavoratori di mettere a sua disposizione  i beni privati per garantire flessibilità e la riduzione dei costi.
-Non si può accettare che il divisore venga calcolato sulla base  di 26 giornate lavorative inglobando nella presenza effettiva anche le giornate festive e i congedi se in quelle giornate non sono liquidate le indennità.
-Il contorto meccanismo dell’assorbimento della quota ERSAS B che non è coerente con l’accordo richiamato dall’intesa in quanto individua il 20% sulla  quota percepita dal lavoratore che è l’80% di quanto individuato come quota da assegnare ai singoli profili.
-Non condividiamo la vendita bordo così come impostata in quanto manca un criterio perequativo della percentuale del venduto con l’assurda pretesa dell’azienda di trattenere l’eventuale maggiorazione che servirebbe a compensare quella del venduto. Insomma una manovra a costo zero.
-L’ irrilevante quota delle indennità di quadro che verrà trattenuta ai quadri aziendali che agirà solo sulla quota variante.
-La possibile liquidazione dei ticket arretrati che costringerà i lavoratori a pagare il 38% di imposte e all’azienda un ulteriore costo del 36% di oneri aziendali con un costo di oltre 500.000 €.
-L’inserimento nelle mansioni dell’Operatore di esercizio delle attività “correlate” che significa la possibilità di essere comandati per effettuare servizi di pulizia dei rotabili.
-La risibile proposta riguardante l’indennità di noleggio che non definisce le modalità dell’utilizzo del personale in riferimento all’orario di lavoro e che con il meccanismo di recupero ERAS potrebbe, in caso di maturazione di diaria o trasferta, annullare la regalia di “10” euro.
-La mancanza di incentivi tesi a favorire le riqualificazioni nelle qualifiche operative di Macchinisti e Operatori d’esercizio e di una dichiarazione di intenti che stabilisca la durata dell’accordo che deroga ai contratti aziendali alle leggi e ai CCNL.e nel caso di raggiungimento dell’obiettivo di un meccanismo si ridistribuzione delle risorse rivolto principalmente ai giovani.
-Il sostituirsi dei sindacati trattanti alla contrattazione nazionale in crisi aperta e acuta  per l’inasprirsi delle richieste di ASSTRA e ANAV indirizzate al mancato riconoscimento delle trasferte per la loro trasformazione in diarie, per l’abbassamento del 20% dei tempi accessori a prescindere della loro reale effettuazione, qualora passasseroinsieme ai provvedimenti sottoscritti, farebbero  pagare ulteriormente pegno in termini di accessori e trasferte a tutto il personale aziendale.
Per queste ragioni dobbiamo dire un NO convinto all’accordo. Dobbiamo pretendere che si voti anche sulla nostra proposta e, a
tal fine, alle OO.SS che hanno dichiarato che è necessario sottoporre a referendum l’accordo chiediamoche si facciano garanti del processo democratico permettendo a chi è contrario di spiegarne le ragioni.
Ci rivolgiamo principalmente a chi ha preteso, nelle fabbriche dove già ci si è ritrovati in questa condizione, che la democrazia indiretta valesse più della delega.
No alla flessibilità deregolata. No alla riduzione del salario. No alla perdita dei diritti. No alla destrutturazione del rapporto di lavoro. No alla intrusione nel privato dell’azienda. C’è una sola soluzione per fermare tutto questo, votare NO.NO.NO.NO.NO!

venerdì 28 ottobre 2011

referendum, referendum...

A quanto si è capito si dovrebbe (il condizionale è di obbligo) celebrare il referendum confermativo sull’accordo che i sindacati trattanti CGIL, CISL, UIL, UGL, Confail, SUL, ORSA e Unsiau (tranne la Faisa Cisal), hanno stipulato con Ferrovie della Calabria davanti alla Regione Calabria giorno 26 ottobre u.s. (vedi accordo).
Infatti, quello che non si è capito ancora è come si metterà in pratica.
L’art. 21 dello statuto dei lavoratori prevede che il datore di lavoro deve consentire nell’ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell'orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti all'attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti alla unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata.
Quindi, immagino che si faranno prima le assemblee per spiegare per benino l’accordo, poi si allestiranno i seggi elettorali che permetteranno a TUTTI i dipendenti (quelli sindacalizzati e non, essendo l’accordo a valenza “erga omnes”) di potere esprimere il loro SI o NO all’accordo che avrà significato se ovviamente sarà maggioranza sul quorum degli aventi diritto e non a maggioranza semplice dei votanti, perché altrimenti così si spiegherà perché vogliono fare votare senza fare conoscere prima il contenuto dell’accordo e fare votare solo a chi potrà partecipare alle assemblee (non tutto il personale viaggiante potrà esprimere il proprio parere).
Ma se poi vorranno essere ancora più progressisti, penso che daranno spazio ad una eventuale altra proposta che possa essere alternativa alla loro (qualcuno dice che ci sia quella dell’USB).
Ma questa è un’altra cosa, questa è democrazia.

mercoledì 26 ottobre 2011

ho visto anche degli zingari felici...1

Clamoroso…
Lo scandalo sul contenuto delle intercettazioni telefoniche che ha colpito qualche sindacalista calabrese, potrebbe estendersi ad altri famosi sindacati.
Dopo il ..... (omissis per la privacy), infatti, anche il ..... (privacy) e il ..... (privacy) sarebbero nel mirino degli inquirenti che stanno cercando di capire come sarebbero andate le cose in Ferrovie della Calabria in questi ultimi anni.
Di seguito pubblichiamo uno stralcio delle intercettazioni riportando integralmente alcuni passaggi di una conversazione il giorno prima di un concorso tenutosi a Vibo Valentia:           (Interlocutori: Z= Zingaro, A= Ambra)

Z : pronto?
A : ... su Ambra….
Z :…dimmi.
A: mi dissero c’o surdu veni a Catanzaro!
Z: ....si? ma se andiamo non ti mettere a dormire come l’altra volta!
A: no no, ma se succede tirami un calcio che io faccio finta di pensare….
Z: …?….. ho capito, ma poi comunque ti devo spiegare di nuovo tutto!!
A: …senti .... finìro i temari a Catanzaro! Tu lo hai uno che domani se no sono senza?
Z: ..no, ma provo a vedere su internet e ti invio qualche link …. Lo sai si cosa è?
A: .... cosa?
Z: ....un link!!?
A: .....aaahh segretà, sù fissa ma no fino a so puntu…(?)
Z: va bè…. Lasciamo stare…. Aspetta che te lo mando…. Ciao.

L’indomani, alla fine del concorso:

Z: pronto?
A: ..segretà!!   finivi mò! .... U tema… era supra l’emigranti…. avivi ragiune supra internet u trovavi lo stesso!!
Z: ah …..e com’è andata?
A: u copiavi paru paru!!!
Z: ma si fissa!!!! Propriu u stessu!?
A: ma no, ma no, cambiavi ‘ncuna virgula……….. mi para….
Z: va bhé, ara bona. Speriamu ca passi…… ni sentimu dumani.

                                                                          fine della prima puntata.

ps.
nelle prossime puntate sbobineremo tutte le altre intercettazioni in nostro possesso.

sabato 22 ottobre 2011

martedì 18 ottobre 2011

se vuoi, chiamala rapina...

Ma che furbacchioni questi della Regione Calabria. Senza che nessuno se ne accorga (?) stanno mettendo in campo una strategia che gli permetterà di guadagnare circa una ottantina di milioni di euro. Come? Direte voi, ma è semplice: prima, obbligano i dipendenti di Ferrovie della Calabria ad una cura dimagrante per rientrare nei corrispettivi (ormai senza l’aggiunta delle certificazioni del comitato di verifica e monitoraggio) e poi con una mossa a sorpresa (di nuovo? Ma non finiscono mai!) acquisiscono a titolo gratuito le quote societarie di FdC (tanto sul ramo ferro si sono messi d’accordo con il governo centrale per le metrò di Catanzaro e Cosenza e la chiusura definitiva di Gioia T. e del ramo Silano) e d’un colpo i debiti diventano crediti. Così, senza colpo ferire si ritroveranno senza debiti verso Ferrovie della Calabria (al massimo con quel prestito che si sono fatti ci pagheranno qualche fornitore che sta aspettando ed il TFR di chi piano piano andrà in pensione).
Che forza questi bravados, ma che Caballeros! Hasta la vista, hombre!!

venerdì 14 ottobre 2011

sta nascendo...

finalmente sta nascendo. dopo tante prove e tanti insuccessi sta nascendo l’autoferrotranviere del futuro.
lotte e lotte e lotte, dal 68 in poi c’è stato un crescendo di lotte e di conquiste e adesso il meritato successo: L’AUTOFERROSPAZZINO sarà una realtà!
Certo, è una sperimentazione su autoferrotranvieri da laboratorio di Ferrovie della Calabria, qualcuno in futuro dovrà sopportare anche la vivisezione, ma cosa sarà in confronto al futuro che lo aspetta: niente sarà più bello della gloria per essere stati i primi!!